Insalata di carote in salsa special

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Salsa special perchè a quanto pare è in grado di far mangiare le carote anche a chi le detesta, e vi pare poco? Per tagliare le carote a julienne, se non avete la macchinetta che taglia gli ortaggi a spirale, e immagino che anche il 99,9% di voi non ce l’abbia, proprio come me, potete usare la mandolina (è fatta come il pelapatate) con la lama dentellata (io l’ho trovata in un negozio gestito da cinesi, e funziona benissimo, dopo che quella più costosa del casalinghi del centro commerciale si è spaccata al primo utilizzo) oppure potete affettare le carote per il lungo e poi, col coltello, ricavare i bastoncini. Valutate anche l’opzione fettuccine, per cui vi serve solo il pelapatate. Gli spaghetti di verdura vanno molto di moda ultimamente soprattutto tra chi si avvicina alla  cucina crudista, e sono un modo molto scenografico per mangiare carote, zucchine e cetrioli crudi in gran quantità. Per il momento ho trovato la salsina perfetta per le carote, anche se non è 100%cruda, e sono in fase sperimentale per le zucchine, vi terrò aggiornati!

Ingredienti per 2 persone:

4 carote

6 mezzi pomodori secchi

mezzo spicchio di aglio

10 mandorle

5 steli di prezzemolo

un cucchiaio di aceto di mele

un cucchiaio abbondante di burro di arachidi non salato

salsa di soia qb

acqua qb

Procedimento: la sera prima mettete in ammollo i pomodori e le mandorle. Il giorno dopo pulite le carote e tagliatele a julienne. Nel bicchiere del minipimer mettete i pomodori sciacquati e tritati, le mandorle, l’aceto, l’aglio, il prezzemolo e il burro di arachidi, frullate e riducete a crema, se serve aggiungendo qualche cucchiaio di acqua fresca. Aggiungete la salsa di soia secondo il vostro gusto  e versate la salsa sulle carote. Mescolate, lasciate riposare qualche minuto e servite. Buon appetito!

 

Le interviste della Capra: Agripunk

     le interviste della capra P
Bentrovati care lettrici e cari lettori, oggi sono molto contenta di tornare alla rubrica delle interviste perchè vi presento un progetto davvero importante: Agripunk! Si tratta di un luogo speciale nella provincia di Arezzo dove persone ed animali convivono nel rispetto reciproco, e dove trovano rifugio animali che vengono strappati a destini che sembravano inesorabilmente già segnati. Ho conosciuto Desirée qualche anno fa, quando viveva nel Polesine prima di trasferirsi in Toscana,  e anche qua spendeva moltissime energie nella raccolta fondi per gli animali e nell’organizzazione di eventi e manifestazioni. In seguito è nato Agripunk, per le circostanze della vita, e oggi chiediamo a lei e al suo compagno David di raccontarci di cosa si tratta. Spero che leggerete tutta l’intervista, alla fine troverete le indicazioni per sostenere il progetto. Buona lettura!
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Ciao Desirée e David, benvenuti nella Cucina della Capra, rompiamo subito il ghiaccio, chi sono le anime di Agripunk?
Ci sono Maria, Iris, Raia, Ombra, Zena, Diablo, Giorgina, Cleo, Nefer, Mirtillo, Antonello e Pablo. Poi ci siamo noi due, Desirée e David.
Qual è stato il vostro percorso verso uno stile di vita Vegan?
Dez: sono diventata vegetariana nel 95 dopo aver visto un documentario sull’industria dello sfruttamento animale, vegana nel 2010 dopo lunga riflessione su come una alimentazione vegetariana contribuisce lo stesso alla loro sofferenza e su richiesta del mio corpo..stavo malissimo mangiando i derivati.
David: sono vegano da quest’anno. Sono sempre stato onnivoro a parte un anno da vegetariano da dimenticare, errori di gioventù. Da qualche anno mi sono avvicinato alla scelta vegan soprattutto frequentando concerti del circuito hardcore-punk a giro per l’Italia. Poi da quest’anno ho preso la decisione.
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Dez e le pesche

 Come è nato Agripunk? 
David abita qui da circa dieci anni. Ci siamo conosciuti nel 2012 e ad inizio 2013 mi sono trasferita qui dopo essere stata licenziata. Dietro casa c’era, e c’è tutt’ora ma inattivo, un allevamento-lager di tacchini per Amadori, noto marchio che rifornisce gli scaffali di tanti supermercati e macellerie. Abbiamo lottato perché andassero via, con le nostre forze e con i nostri polli. Quando abbiamo saputo che l’allevamento era in vendita abbiamo subito chiesto aiuto ad una grossa e stimata associazione per acquistarlo ed impedire in qualche modo che potesse ripartire l’attività di sfruttamento, maltrattamento da parte dell’armata nazista Amadori.
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l’interno di uno dei capannoni

Avete affrontato dei momenti di difficoltà da quando è nato il progetto?
Eh si.. la lotta con gli allevatori, trovare il modo per riuscire a fare tutto, adattare gli spazi per tenere al sicuro gli animali, i cacciatori che si infilano ovunque…al momento attuale ancora siamo in ballo. Il progetto è in fase di ultimazione, stiamo sistemando le ultime cose. Siamo solo in 2 a fare tutti i lavori…e non è facile. La mattina ci concentriamo sugli animali: pappe, recinzioni, eventuali medicazioni ecc. Al pomeriggio bisogna star dietro a tutta un’altra serie di cose (autoproduzioni alimentari e artistiche) per poi nel tardo pomeriggio rimettere dentro alle loro casette al sicuro le belve..insomma si arriva a sera distrutti ma felici. Per fortuna ogni tanto qualcuno viene ad aiutarci e abbiamo trovato anche gente che vuole venire a vivere qui per condividere con noi gioie e dolori. E c’è ancora posto se qualcuno fosse interessato. Purtroppo gli animali salvati arrivano nelle condizioni più svariate e hanno varie vicissitudini..alcuni ne arrivano, altri se ne vanno e ti tengono impegnato tantissimo. Vorresti proteggerli e farli vivere felici in eterno, ma ti rendi conto di quanto è piccolo un uomo di fronte agli scherzi della natura. Però almeno ci proviamo.
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Giorgina e Lisetta le tacchine, Mirtillo e Antonello i capretti

 Quali sono i momenti di grande soddisfazione che avete vissuto? Quelli che vi hanno fatto pensare che ne vale la pena?
Quando siamo riusciti a prendere 2 tacchine prima dell’ultimo “ultimo viaggio” di sicuro. E di recente l’arrivo di un cinghialino ferito che ci è stato affidato come animale domestico e da difendere ad ogni costo. La mobilitazione dei veg vicentini per aiutarci nell’adozione dei capretti e l’impegno e l’aiuto di Mila di Gavignano per la sistemazione del cinghiale. Poi vabbé…ogni momento con gli animali, ogni loro sguardo, ogni loro gesto di riconoscenza e affetto ci dà la forza per andare avanti. E il sostegno dei nostri simili che ci seguono, ci aiutano e che ci scrivono parole di conforto.
 Cosa consigliate a chi vuole intraprendere un percorso come il vostro?
Stivali di gomma, guanti, maniche tirate su e niente paura del buio!
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David con Pablo

E la situazione attuale com’è?
Abbiamo avuto problemi con la pompa dell’acqua, ora abbiamo emergenza recinzioni sia per Pablo il cinghialino, sia per altre zone dove si potrebbero mettere altri animali. Le recinzioni ci servono anche per evitare l’intrusione di elementi indesiderati come i bracconieri patentati dallo stato. La parte burocratica ora è a rilento perchè siamo impegnatissimi con quella pratica. Stiamo spingendo anche per interdire tutta l’area del podere ai cacciatori. Ci farebbe molto piacere che nei week end, o anche in giorni lavorativi se uno potesse, venisse un pò di gente forzuta e volenterosa per aiutarci nelle mansioni pratiche, così da avere un po’ più di tempo per finire il progetto e sistemare un po’ la casa.
 Avete in programma delle iniziative?
Volevamo fare tante cose questo autunno, ma credo che settembre sarà dedicato esclusivamente a finire il progetto e a sistemare gli animali. Ad ottobre invece saremo a Bari alla 3 giorni antispecista nella Ex caserma occupata per tenere una conferenzina, l’11 ottobre per la precisione. I ragazzi della Puglia, che sono stati anche nostri ospiti a giugno, ci hanno invitati e ci stanno supportando tantissimo.
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Piantine di girasole

Chi vuole venire a darvi una mano come può fare?
Basta contattarci e mettersi d’accordo, qui c’è SEMPRE qualcosa da fare. Si può comunicare con noi telefonando al numero 055996946, niente sms. Oppure contattandoci su internet tramite la pagina Facebook Agripunk o il nostro blog agripunkblog.blogspot.com .Un aiuto è sempre ben accetto , anzi, indispensabile.
E chi vuole supportarvi economicamente come può fare?
Si può donare qualche euro tramite Paypal anche con la carta di credito questo link https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_s-xclick&hosted_button_id=9UMUY5BQJ3478 oppure dal blog cliccando sul pulsante “Donazione”. In questo modo è possibile anche supportarci con una donazione ricorrente ogni mese. Anche pochi euro ci possono aiutare!
Grazie Desirée e David, per questa intervista e soprattutto per quello che fate ogni giorno. Spero che chi è arrivato a leggere fin qui passerà per il vostro blog, dove è possibile leggere i bellissimi, ma a volte sofferti, racconti della vita ad Agripunk, e che ancor più persone decideranno di darvi una mano o di fare una donazione. Buon lavoro e a presto!
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Maria