Torta di carote

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Bentrovati cari lettori, ieri l’Italia è andata a letto dopo aver appreso l’agghiacciante notizia della strage di Orlando in cui hanno perso la vita decine di persone solo per il fatto di non essere come il pazzo che le ha sterminate voleva. In questo post volevo parlarvi di qualcosa di più allegro, ma non posso esimermi dall’urlare che L’OMOFOBIA è UNA MALATTIA, e lo è anche se non si uccidono 50 persone. Le aggressioni omofobe i italia e le discriminazioni sono all’ordine del giorno, essere omofobi significa essere complici di tutte queste violenze.

Se vedere 2 uomini o 2 donne che si amano ti urta, sei ammalato: curati.

Se ti riferisci ai gay con nomi di spregio come finocchio, frocio, ricchione, pedale e via dicendo perché ti disgustano, sei ammalato: curati.

Se quando vedi una coppia omosessuale ti viene voglia di picchiarla, sei ammalato: curati

Se pensi che le lesbiche stiano bene solo nei film porno, sei ammalato: curati.

Se per sfottere i tuoi amici gli dai del gay, sei ammalato: curati.

Se non riesci ad accettare tuo figlio o tua figlia gay, sei ammalato: curati

Se il tuo amico ti dice che è gay e tu non ci esci più perché pensi che ci voglia provare con te, sei ammalato: curati.

Se pensi che due persone dello stesso sesso che si amano non possano essere una famiglia, sei ammalato: curati.

Se discrimini qualcuno sul lavoro perché è gay, sei ammalato: curati.

Se pensi che un bambino stia meglio in un orfanotrofio piuttosto che con due papà o due mamme adeguate, sei ammalato: curati.

Se ti senti superiore in quanto eterosessuale, sei ammalato: curati.

Se in un qualche angolino del tuo cervello esiste una briciola di omofobia, sei ammalato: curati.

Sei tu quello che odia, sei tu il problema.

bandiera arcobaleno

Ora vi lascio la ricetta di questa squisita tortina 100% vegetale di carote e mandorle che ho preparato per il compleanno della mia amica Elisa e che non è arrivata al giorno dopo. L’ho cucinata adattando una ricetta tradizionale con le sostituzioni del caso e rendendola integrale.

Ingredienti per una tortiera di 20 cm di diametro:

160 g di carote grattugiate

100 g di olio di semi di girasole

100 g di zucchero integrale di canna

150 g di farina integrale

60 g di farina di mandorle o di mandorle tritate finemente

un pizzico di sale

un cucchiaino di lievito per dolci

6 cucchiai di latte di riso

1 cucchiaio di acqua di fiori d’arancio (in alternativa, la scorza grattugiata di un agrume)

mandorle a lamelle

zucchero a velo

Procedimento: in una terrina mescolate bene l’olio e lo zucchero, aggiungete poi le farine, il latte, il lievito, il sale, l’acqua di fiori d’arancio e le carote grattugiate, mescolate bene. Se l’impasto risultasse difficilmente mescolabile (dipende dalla qualità della farina integrale usata) aggiungete uno o due cucchiai di latte in più, ma non deve diventare troppo fluido. Ungete e infarinate una tortiera e versate l’impasto, livellatelo con una spatola o un cucchiaio, ricoprite con le lamelle di mandorle e infornate a 180° in forno ventilato preriscaldato per 30/40 minuti. Fate la prova dello stecchino e sfornate, poi fate raffreddare completamente e spolverate con lo zucchero a velo. Buon appetito!

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Torta al labneh e fragole

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Bentrovati cari lettori, siete in forma? Tre giorni fa era il compleanno della mia dolce metà, e vuoi non preparargli una tortina? Ne ho scelto una che so che gli piace molto, ricorda un po’ la New York Cheesecake, ma per prepararla ho sostituito il formaggio spalmabile con un labneh vegetale. Per chi non lo sapesse, il labneh è un formaggio di origine mediorientale preparato filtrando lo yogurt in modo da fargli perdere il siero. Si ottiene così una crema molto densa, adatta sia a preparazioni dolci che salate (ad esempio, condito con un po’ di succo di limone, sale e pepe e qualche erba aromatica fresca è un formaggetto squisito da spalmare sul pane). Per la guarnizione potete usare marmellate, cioccolata, sciroppi, quello che preferite. Io ho approfittato della stagione delle fragole e l’abbinamento è azzeccato!

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Qui in campagna la primavera è esplosa, e io sono molto affaccendata nell’orto, per estirpare quanta più gramigna mi riesce, anche se la mia schiena ne risente parecchio in questo periodo visto che, non potendo momentaneamente usare la zappa, devo stare a carponi per ore e procedere manualmente. Ho a disposizione una buona quantità di erba medica secca che sto usando come pacciamatura, ma l’infingarda gramigna trova sempre il modo di riemergere. Cercando sul web informazioni su orti sinergici & co. si trovano solo foto di orti perfetti, senza una infestante nemmeno per sbaglio. Ecco sono arrivata alla conclusione che ci sia dietro un sapiente uso di photoshop, come per le attrici che si tolgono la cellulite a colpi di mouse, mi pare evidente! Non sarò io l’unica vittima di questa simpatica erbetta, vero?! Il mio orto non è propriamente sinergico (video esemplificativo qui), non ho preparato i bancali, è tutto a livello del terreno, e dell’orto sinergico ho adottato le consociazioni tra le piante, l’impianto a goccia e la pacciamatura in paglia. Ho scelto di non adottare il metodo dei bancali perchè li trovo poco pratici sul lungo periodo, il mio terreno è argilloso, va arricchito e quindi lavorato, inoltre la grandissima presenza di infestanti mi imporrebbe di distruggere i bancali una tantum per ripulire, così per il momento rimaniamo a livello del terreno. Per il momento insomma si studia cosa succede nel terreno, che erbe arrivano, quali insetti predominano, si cerca di arricchire e si impara sbagliando. E voi siete ortolani della domenica come me? Come ve la cavate?

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Ingredienti:

per la base

150 g di biscotti vegetali secchi

80 g di olio di cocco

2 cucchiai di zucchero di canna

per la crema

un kg di yogurt di soia al naturale

50 g di fecola di patate

100 g di zucchero di canna

100 ml di panna vegetale per dolci

il succo di un limone

mezzo cucchiaino di curcuma (facoltativo)

per la guarnizione

500g di fragole mature

2 cucchiai di zucchero di canna

un cucchiaino di agar agar

Procedimento: per prima cosa mettete lo yogurt a scolare per almeno 4 ore in un colino a maglia fitta oppure in una garza, in modo che perda il siero  e diventi compatto. Io ho usato uno strofinaccio da cucina pulitissimo che ho chiuso con uno spago e appeso a un pensile della cucina (foto esemplificativa qui). Mentre lo yogurt si compatta, preparate la base. Sciogliete a fuoco basso l’olio di cocco (in alternativa potete usare qualsiasi burro vegetale ), frullate finemente i biscotti e unitevi l’olio e lo zucchero. Rivestite una tortiera alta a cerniera con carta forno e ungetela, versatevi il composto di biscotti e con una forchetta compattatelo molto bene sul fondo. Mettetelo in frigorifero a raffreddare per qualche ora. Preparate la crema mescolando 600g di yogurt scolato con tutti gli altri ingredienti, facendo attenzione a non lasciare grumi. Versate la crema sulla base e infornate a 180° per 60 minuti. Se la superficie si inizia ad abbrustolire coprite la tortiera con carta stagnola e continuate a cuocere. Quando la torta è cotta sfornatela e preparate la guarnizione. Tagliate le fragole a dadini e mettetele sul fuoco con lo zucchero. Cuocete per qualche minuto e quando avranno  rilasciato il loro liquido aggiungete l’agar agar e mescolate. Fate bollire per un minuto e versate il composto sulla torta, lasciate raffreddare completamente prima di aprire la cerniera e infine servite. Buon appetito!

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