Miele di tarassaco

IMG_2147

Bentrovati cari lettori, la ricetta che vi propongo oggi volevo prepararla da molto tempo, dopo averla assaggiata grazie al dono di un’amica. Si tratta di una ricetta antica per preparare un miele di tarassaco senza l’intervento delle api. Nel mio giardino, in questi giorni, c’è una vera e propria esplosione di questi fiori, così ne ho approfittato e ne ho preparato 8 vasetti che mi dureranno per parecchi mesi. Questo miele, o sciroppo se la parola miele non vi piace, si può usare in mille modi, e al gradevole sapore si aggiunge l’effetto benefico dei fiori di tarassaco. Pare che questa preparazione sia utile in caso di tosse, ma provatela anche sullo yogurt di soia coi cereali, o per dolcificare bevande caldo o fredde. L’unica accortezza da usare è quella di cercare un posto relativamente poco inquinato in cui cogliere i fiori. Il tarassaco è una pianta benefica e molto versatile, oltre al miele si può usare per frittate, insalate, tisane e infusi, come contorno o ripieno di torte salate, per frittelle e i boccioli si possono conservare come capperi, ma di questo parliamo nella prossima ricetta! E voi usate questa pianta? In che modo?

IMG_2150

Ingredienti per 8 vasetti circa:

350 g di fiori freschi di tarassaco

1,5 l di acqua

1,5 kg di zucchero di canna

3 limoni non trattati

Procedimento:  lavate i fiori per eliminare le impurità e metteteli in una pentola con l’acqua e i limoni tagliati a fette. Fate bollire per un’ora, poi filtrate il liquido e buttate la parte solida. Unite lo zucchero al liquido, mescolate e fate bollire a fiamma bassa per circa 2 ore. Versate il miele nei vasetti, chiudeteli e conservateli fino all’utilizzo.

IMG_2142

Annunci

Scorzette di arancia candite ricoperte di cioccolato fondente

IMG_1884

Cari lettori, bentrovati come sempre! La ricetta di oggi nasce dal fatto che qualche tempo fa, tramite il gruppo di acquisto solidale, ho ordinato alcune casse di agrumi biologici non trattati presso la cooperativa calabrese Equosud che non sfrutta i lavoratori (ricordiamo tutti i fatti di Rosarno, una pagina buia della storia italiana che non si è ancora conclusa). Spremuta dopo spremuta, ho pensato che era un peccato buttare tutte quelle bucce, che tra l’altro non posso nemmeno aggiungere al cumulo del compost in gran quantità perché altererebbero troppo la composizione, così ho iniziato a cercare varie ricette per le scorzette candite, e mettendole assieme ho preparato quelle che vedete nella foto. Una parte le ho regalate per Natale, e un’altra è gelosamente custodita in un contenitore ermetico per i mesi invernali a venire. Prepararle richiede un po’ di tempo, e, nel mio caso palustre, l’uso dell’essiccatore, ma un termosifone andrà benissimo, e più ne preparerete in un colpo solo, più a lungo ve le potrete gustare. Potrebbe essere un bel modo per fare qualcosa tutti assieme nella giornata dell’epifania!

Ingredienti:

6 grosse arance con la buccia spessa

zucchero di canna qb

200g di cioccolato fondente

Procedimento: Io ho spremuto le arance e ne ho bevuto il succo, dopodiché ho tagliato la buccia a listarelle larghe mezzo centimetro, togliendo la polpa rimasta, ma lasciando la parte bianca. Fate bollire abbondante acqua e versatevi le scorzette, cuocete per 2 minuti  e scolatele, fatele raffreddare e ripetete la medesima operazione altre 2 volte, cambiando l’acqua ogni volta. Questo passaggio serve a rendere meno amara la buccia. A questo punto pesate le scorzette, tenetele da parte e mettete in una grande pentola pari peso di zucchero e acqua. Nel mio caso avevo 500g di scorzette, quindi ho versato 500g di acqua e 500g di zucchero di canna nella pentola. Accendete il fuoco e mescolate con un cucchiaio di legno, fate sciogliere lo zucchero nell’acqua e quando avrete creato uno sciroppo senza granelli residui aggiungete le scorzette. Mescolando di tanto in tanto, fate sobbollire fino a quando lo zucchero sarà quasi del tutto assorbito (un’ora e un quarto, nel mio caso). terminata la cottura, prelevate le scorzette gocciolandole bene, e adagiatele senza sovrapporle su un foglio di carta da forno. Lo sciroppo rimasto nella pentola può essere conservato in un vasetto, io lo sto usando per dolcificare le tisane e sui pancakes. A questo punto dovete aspettare che le scorzette si asciughino, operazione che se come me vivete in palude potrebbe richiedere secoli, quindi riponete le scorzette vicino a una fonte di calore, oppure, come ho fatto io, mettetele nell’essiccatore e non pensateci più. Saranno pronte quando non saranno appiccicose né molli al tatto, ma belle compatte, dure, asciutte e maneggevoli. Passate dunque all’ultima operazione: ricoprirle di cioccolato fondente. Tagliate il cioccolato a pezzi e fondetelo a bagnomaria, immergetevi le scorzette una per una per metà e mettetele ad asciugare sempre su un foglio di carta da forno. Indipendentemente dalla zona climatica, in un paio d’ore dovrebbero essere pronte! Conservatele in un contenitore ermetico al riparo dall’umidità.