Panta Rei

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Nel 2011 ho aperto il mio blog quando di alimentazione vegetale si parlava ancora poco, pochissimo. I blog dedicati erano pochi ed era bello poter contribuire alla diffusione di una cultura nonviolenta. Poi i blog sono aumentati esponenzialmente, alcuni sono bellissimi, altri meno, ma il bello della rete è poter scegliere chi seguire. Mi sento molto serenamente di poter chiudere questo capitolo della mia vita che negli ultimi mesi ho lasciato in sospeso in attesa di capire cosa volessi fare. Non sento il bisogno di condividere ogni mio pasto, e di ricette è pieno il mondo. Non sento il bisogno di essere al centro dell’attenzione. Non sento il bisogno di scrivere altri libri, a meno che non trovi un progetto in cui credere a 360 gradi. Non sento il bisogno di fare continuamente foto. Non ho voglia di subire processi alle intenzioni ogni volta che la polizia veg o l’annoiato di turno si annoiano. Non ho bisogno dei like e dei followers per sapere che esisto e valgo. Ho solo voglia di godere della mia vita, di cercare di rendere il mio angolino di Terra un posto più bello e fiorito a beneficio di tutti. Ho voglia di vedere persone in faccia. Ho voglia di chiacchierare di cose futili, non solo di massimi sistemi. Ho voglia di portare con me le belle persone che ho conosciuto in questo viaggio, e di lasciare alle spalle tutto il business che si nasconde ( male ) dietro blog, aziende, give away, falso volontariato, eccetera ( magari un libro su questo sarebbe interessante, ma dubito che troverei un editore! ). Ho voglia di lasciarmi alle spalle anche le persone meno belle che ho incontrato, anche virtualmente: i lamentosi, gli opportunisti, i falsi, gli approfittatori….c’è un bell’elenco.
Voglio fare come le piccole api selvatiche che abitano la casina della foto: uscire di casa, vedere meraviglie, fare la mia parte silenziosamente e poi, alla sera, tornare al mio nido. Questo per me é il senso della vita, ed é offline.

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