Buddha bowl

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Bentrovati, cari lettori! Conoscete tutti la Buddha bowl?  Letteralmente significa “ciotola di Buddha”, nome derivato dal fatto che questa abbondante ciotola piena di cibi sani e deliziosi ricorda la forma della pancia del Buddha, che, diciamolo, non era proprio skinny! In questi anni questo tipo di piatto unico di origine orientale, la cui attenta preparazione favorisce lo sviluppo di consapevolezza e gratitudine, sta facendo il giro del mondo. A me che sono una fan del piatto unico macrobiotico piace davvero tanto, chi segue i miei miei sfocati approcci ad Instagram (mica c’ho l’I phone!) sa che spesso i miei pasti sono composti così, tante pietanze tutte assieme, suddivise in carboidrati, proteine, verdure cotte e crude e qualche condimento appetitoso. Un pasto completo diverso ogni volta, la cui preparazione richiede un ingrediente essenziale: prendersi il tempo. Se all’inizio vi sembrerà una faccenda piuttosto lunga, col tempo e con la pratica si imparerà ad ottimizzare l’organizzazione, e a preparare tutto contemporaneamente in poco tempo. Certamente alcune cose richiedono lunghi tempi di cottura e a volte l’ammollo, come il riso integrale o i legumi, ma si possono preparare con anticipo e riscaldare successivamente. L’organizzazione è fondamentale. Tuttavia non stiamo parlando dei 4 salti in padella, un po’ di tempo è necessario, per scegliere gli ingredienti che ci piacciono e ci fanno bene, e per cucinarli con amore. D’altra parte in ogni ambito troviamo il modo di dedicare tempo a ciò che amiamo, se non lo facciamo è spesso perché in fondo non siamo così interessati, o abbiamo altre priorità. Quando qualcuno non trova il tempo di vedervi perché 365 giorni all’anno deve ad ogni ora studiare, o lavorare, o fare le pulizie di casa non vi viene il sospetto che in realtà non gli importi così tanto di voi? A me sempre, e siccome di me stessa mi importa, cerco di trovare il tempo per prendermi cura di me, anche attraverso la preparazione di una Buddha bowl, fosse anche solo un riso in bianco, i fagioli del vasetto e lo spinacio surgelato. E voi in che modo vi prendete cura di voi stessi?

Ecco la ricetta delle pietanze che compongono una tra le tante ciotole che si preparano in casa nostra.

Zucca arrosto:

3 fette di zucca

olio di sesamo

semi di sesamo

sale integrale

Spennellate le fette di zucca con l’olio su entrambi i lati, disponetele su una teglia da forno e cospargetele con i semi di sesamo. Cuocete a 200° per circa mezzora o fino a quando la zucca inizierà ad abbrustolirsi, sfornate e salate a piacere

Quinoa condita

mezza tazza di quinoa

uno spicchio di limone

un ciuffo di prezzemolo

un cucchiaio di olive taggiasche

olio evo

sale integrale

Sciacquate la quinoa sotto l’acqua corrente e lessatela in acqua leggermente salata, scolatela e conditela con l’olio, il succo di limone, il prezzemolo tritato e le olive. Se necessario salate.

Cappuccio marinato:

una manciata abbondante di cavolo cappuccio affettato finemente

mezzo cucchiaio di aceto di mele

un cucchiaino di olio di semi

una presa di sale integrale

un cucchiaino di sciroppo d’acero o altro dolcificante liquido

semi di zucca

pepe

Lavate bene il cavolo e mettetelo in una terrina. Conditelo con il sale, l’aceto, l’olio e lo sciroppo d’acero, massaggiatelo con le mani e lasciatelo marinare per un’ora. Impiattatelo e decorate con i semi di zucca e una spolverata di pepe.

Tofu fritto:

un panetto di tofu

un cucchiaio di amido o fecola

2 cucchiai di olio di sesamo

sale integrale

Sciacquate il tofu e tagliatelo a dadini, infarinatelo con l’amido o con la fecola su tutti i lati. Scaldate l’olio in un wok o in un tegame adatto a friggere, versate il tofu e fatelo dorare su tutti i lati a fiamma vivace. Spegnete e salate

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10 thoughts on “Buddha bowl

  1. Non sapevo che si chiamasse così, però questo tipo di pasto lo facciamo molto spesso, io lo chiamo semplicemente piatto unico 😉
    A mio avviso è più comodo che avere la doppia portata… stasera per esempio avevo messo polenta gialla, bieta saltata in padella, lenticchie in umido, funghi e insalatina mista (lattughino e valeriana). Una gioia anche per gli occhi!
    Il tofu fritto è una vita invece che non lo preparo… ora mi hai fatto venire voglia…

  2. Anche noi mangiamo quasi sempre così, un bel piatto con un cereale, verdure e legumi (o formaggio o uova quando provenienti da chi conosciamo). Però con questo post mi hai dato uno spunto nuovo per cucinare la zucca e per condire il cappuccio, grazie!

  3. Nonostante un’educazione alimentare tipicamente emiliana che suddivise il pasto in fasi (prima si mangia il primo, poi il secondo, poi il contorno, etc) ho scoperto di amare i piatti compositi. Mi piace variare sapore e consistenza ad ogni boccone. E organizzarsi in cucina per poter portare a tavola cibi buoni e gustosi è un’ottimo modo di prendersi cura di sé. Il tempo dedicato al cibo ci aiuta non solo a renderlo miglio, ma dargli un valore speciale, che si sta perdendo, abituati come siamo ad avere sempre qualcosa da mettere in tavola, avere del cibo da mangiare appare “scontato”. E invece come mi piace mettere a mollo i fagioli, programmandone il consumo per la sera dopo! Ridare al cibo la cura e lentezza che merita.

  4. Ciao, io raramente piatto multiplo. In genere preferisco cerale e verdura cotta a pranzo e verdura e proteine veg legumi o tofu la sera.
    Comunque non tutti i Buddha sono grassi, ci sono anche quelli magri!
    😉

  5. Non conoscevo il nome di questa “strategia” per preparare i pasti anche se mangio quasi sempre nella bowl soprattutto primi e insalate…trovo confortevole la forma rotonda e capiente di questo piatto per contenere le cose buone! Mi trovi perfettamente d’accordo sulla necessità di aver cura e attenzione quando cuciniamo per noi stessi: fosse anche sistemare il cibo in un moto bello da vedere o aggiungere una spezia o un pizzico di un’erba per dare profumo è sempre un gesto d’amore.
    Che spunti interessanti, poi…grazie! 🙂

  6. Pingback: Buddha bowl #2 | La Cucina della Capra

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