Melanzane all’harissa

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Bentrovati fidati lettori, grazie a una serie di abili incastri sono riuscita a prepararvi una ricetta. Come già detto, e come vi ripeterò all’infinito per i prossimi mesi, sto terminando la preparazione del materiale per il libro. Quale libro? Questo qui. Nel tempo che mi rimane mi dedico alla cura del nostro orto last minute. Lo chiamo così perché impiantarlo a fine maggio ha creato tutta una serie di ritardi e problemi nello sviluppo delle piante, ma aprire le finestre e vederlo davanti a casa ripaga della fatica e dei fallimenti. Certo, avere un orto significa avere a che fare anche col fallimento. Noi sai mai cosa potrà succedere, troppa pioggia, troppo caldo, le cimici, le cavallette e altre piaghe Bibbia style.

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Nella foto qui sopra potete ammirare la recinzione, magistralmente costruita da me e dalla mia dolce metà scavatrice. In teoria la rete servirà non tanto a proteggere dalle invasioni barbariche quanto a fare da sostegno ai rampicanti (legumi, piccoli frutti,…). Inoltre l’orto recintato è molto più carino e ordinato. A proposito di ordine, tra voi che leggete c’è qualche altotesino doc? In tal caso sono disposta a pagare (in natura, s’intende) per farmi svelare il grande mistero degli orti del Sudtirol. Come fanno ad essere sempre così perfetti? Verdure allineate col righello, infestanti super controllate, mai visto un insetto che non fosse utile. Vi scongiuro, confidatemi il vostro segreto, prometto di farne buon uso.

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Il nostro orto è ben lontano da cotanto ordine, nonostante lo abbia zappettato diligentemente con le mie sante manine per creare le aiuole, abbia edificato un vialetto in vecchie pietre di recupero e abbia rastrellato gli sfalci d’erba per pacciamare, come insegna l’agricoltura sinergica. Non siamo riusciti a seminare fiori utili, siamo arrivati troppo tardi, ma ci rifaremo l’anno prossimo, soprattutto attorno ai pomodori. Quest’anno, e pare non sia successo solo da noi, sono arrivate le guastafeste, le cimici, che trasformano i pomodori rossi lucenti in arancioni quadretti puntinisti. La lotta era impari, sicché ci siamo rassegnati a raccogliere pomodori semi-acerbi per evitare che si rovinassero troppo. In compenso abbiamo avuto grandi soddisfazioni dai cetrioli, il ché ha significato una intensa stagione di tzatziki con yogurt di soia. Anche le melanzane e le zucchine hanno prodotto, almeno fino a metà agosto, poi sono andate in ferie pure loro. Con le melanzane del nostro orticello ho preparato la ricetta che potrete leggere qui sotto. (->colonna sonora<-) Per chi non conoscesse l‘harissa, trattasi di una salsa piccante nordafricana. Io la compro in barattolo o in tubetto (più comodo!) nei negozi di cibo etnico, ma volendo potete sostituirla con una veg-bomba calabrese o con altre salse super piccanti a base di peperoncino.

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Mentre le verdurine estive facevano il loro show nell’orto e in tavola, io ho continuato a zappettare e ho già piantato alcuni ortaggi per autunno e inverno. Prometto di consumarli in tempo. Le prime insalate mi sembravano così belle nelle loro fila circondate da paglia che ho aspettato troppo a raccoglierle e sono andate a seme. Errore da dilettante o da esteta? Non lo so, ma non lo farò più. Ora vi lascio alla ricetta delle melanzane all’harissa, e alla lettura di questa intervista, buon fine settimana!

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Ingredienti per 6 persone:

6 piccole melanzane ( o 3 grandi)

1 cucchiaio di harissa in pasta

2 cucchiai di olio evo

2 cucchiai di salsa di soia

2 cucchiai di sciroppo d’acero

2 cucchiai di aceto di mele

1 spicchio di aglio

un cucchiaio di zenzero fresco grattugiato

prezzemolo

sale

Procedimento: tagliate le melanzane a metà per il lungo, oppure tagliatele a fette se sono molto grosse. Cospargetele di sale e lasciatele sotto un peso per almeno un’ora, per fare uscire il liquido nero e farle diventare meno amare. In una ciotola mescolate l’harissa con l’olio, l’aglio schiacciato, lo sciroppo d’acero (o un altro dolcificante liquido), l’aceto e lo zenzero. Sciacquate le melanzane e incidetele con un coltello appuntito in un senso e poi nell’altro, per creare una griglia, poi disponetele su una placca da forno rivestita di carta e spennellatele con la salsa. Cuocetele in forno a 180° per 40 minuti e servitele cosparse con del prezzemolo tritato. Io le ho accompagnate con riso basmati e lenticchie.

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7 thoughts on “Melanzane all’harissa

  1. casa vostra è un sogno! Che invidia! Complimenti, non ultimo per lo splendido orto (e i suoi succulenti – e sudati – prodotti)! 😀

  2. Benvenuta nel club degli ortolani… anche noi quest’anno invasi dalle cimici cinesi… forse facevi riferimento a me? 😉 Il primo raccolto di pomodori è stato quasi tutto rovinato, poi ha fatto troppo caldo anche per loro e si sono diradate lasciandoci abbuffare di pomodori fino ad ora. Adesso stanno ricominciando a lavorare anche sugli utlimi, ma questi li raccogliamo prima anche perchè tendono a crepare con gli sbalzi termici fra giorno e notte…
    Buone le melanzane fatte in questo modo, le proverò!

  3. Se trovi il gentile “altoatesino” potresti chiedergli anche di svelare il mistero dei loro fantastici geranei? sono meravigliosi ad adornare i balconi dell baite, i miei sembrano scampati per miracolo all’invasione delle cavallette.
    Anche questa ricetta deve essere veramente buona, la proverò prestissimo.
    Grazie

  4. ho toccato un nervo scoperto di molti eh?:D Care cimici, vi vogliamo bene ma lasciateci mangiare i pomodori!! AnnaLaura ti capisco, anche i miei sono spelacchiati, ma la colpa è mia, mi dimentico di annaffiarli. Probabilmente quelli così rigogliosi sono super dopati!

  5. Noi abbiamo avuto chili e chili di pomodori, ma poi il caldone ha cominciato a seccare le piante, nonostante le innaffiassimo costantemente, ed infine sono arrivate anche qui le cimici. Per giunta, messe a dimora le piantine di cavolo per l’inverno, è tornato il caldo super, con vento davvero bollente nei giorni scorsi, che le sta bruciando tutte. Solo insalate e bietole continuano a resistere.

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