Cappellacci ferraresi

cappellacci

 

Sin da piccola, nonostante sia cresciuta in Terra di Romagna, ho sempre avuto modo di apprezzare i tortelli di zucca, fatti alla maniera mantovana grazie ai paterni natali, ma una volta trasferitami nel ferrarese ho scoperto che esiste  una tradizione molto radicata anche qui per quanto riguarda l’utilizzo della zucca nel ripieno della pasta. A Ferrara il cinquecentesco cappellaccio, o caplàz, è sacro come poche altre cose. Lo si trova praticamente ovunque, dalla trattoria più piccola al ristorante raffinato, sempre con la duplice scelta di condimento: burro e salvia o ragù. In tutta la città si trovano botteghe artigianali dove ogni giorno vengono preparati centinaia e centinaia di cappellacci destinati sia alla ristorazione che al consumo casalingo, che una volta era più volto all’autoproduzione. Ora la pasta in casa la fanno sempre meno persone, ma il ferrarese non rinuncia al suo piatto preferito nemmeno sotto tortura. La tradizione è la tradizione! Anche il mio amico G. ha una negozio di pasta fresca, gli passo davanti svariate volte al giorno e lo vedo destreggiarsi tra teglie di zucca e vassoi di cappellacci appena chiusi. In inverno è praticamente impossibile vedere oltre il vetro, ricoperto da uno spesso strato di condensa dovuta ai pentoloni fumanti. Sapete di quelle popolazioni che hanno un sistema monetario basato sulle conchiglie? Ecco, a volte penso che i ferraresi potrebbero sostituire l’euro coi cappellacci! Qualche giorno fa ho comprato una zucca che si è rivelata particolarmente dolce e saporita, così ho realizzato che finalmente era giunto il momento di proporvi ( e mangiarmi!) questo piatto, ovviamente nella sua versione vegetale, senza uova e senza parmigiano, e con l’olio al posto del burro. Siccome la preparazione richiede un po’ di tempo vi consiglio di approfittare di una delle prossime domeniche piovose per cimentarvi, magari assieme a tutta la famiglia, nella quintessenza della ferraresità!

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Ingredienti:

per il ripieno

300g di polpa di zucca (meglio se zucca violina) già cotta al forno

40g di lievito alimentare in scaglie

un pizzico di sale

mezzo cucchiaino scarso di noce moscata in polvere

mezzo cucchiaino scarso di zenzero in polvere

una spolverata di pepe

per la pasta

400g di farina

un pizzico di curcuma

6 cucchiai di olio

acqua tiepida

per condire

olio evo

salvia fresca

pepe

Procedimento: preparate l’impasto usando tutti gli ingredienti, lavoratelo a lungo e lasciatelo riposare per una ventina di minuti coperto con la pellicola o dentro un contenitore chiuso. Preparate l’impasto schiacciando la polpa di zucca fredda e mescolatela con tutti gli altri ingredienti amalgamandoli molto bene. Con l’aiuto della macchina o col mattarello stendete l’impasto a strisce, ricavate dei riquadri di circa 5 cm di lato, su ciascuno di essi mettete un cucchiaino di impasto, unite 2 angoli opposto per creare un triangolo e chiudete molto bene con le dita. Infine unite le 2 punte laterali facendole passare attorno al vostro dito, per dare la tipica forma a cappello. Disponete i cappellacci su un vassoio infarinato. In una padella scaldate l’olio e fatevi friggere la salvia, fino a farla diventare croccante. Lessate i cappellacci fino a quando vengono a galla e poco oltre, prelevateli con una ramina e fateli saltare per pochi secondi nella padella con l’olio, per condirli bene. Impiattate e condite con una spolverata di pepe. Serviteli caldi e buon appetito!

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100% veg monday

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18 thoughts on “Cappellacci ferraresi

  1. Ohh che bellezza! Da parte mia ho la fortuna di avere una nonna ferrarese che non mi ha mai lasciato senza un bel piattone di cappellacci! Grazie di aver proposto un piatto che adoravo tantissimo in versione 100% vegetale; entrerà di sicuro nella mia tradizione natalizia ;b poi sono veramente meravigliosi, sento già il profumo di zucca da qui!!!

  2. Mo mama i ‘caplaz’!!
    Avevo pensato anche io di provare a sostituire il formaggio col lievito.. mi mancano moltissimo i Cappellacci di zucca 🙂

  3. sai, io sono intollerante al lievito, ti propongo di mettere un pochino di curcuma fresca, o in alternativa di zenzero fresco nell’impasto, al posto dello lievito…….
    besos e grazie delle tue tante idee!!
    sonia

  4. Sono praticamente bellissimi e perfetti, i cappellacci mi interessano davvero molto perché amo le ricette della tradizione, ovviamente rivisitate in chiave vegetale, ed amo la cura e l’attenzione con la quale si preparano questi piatti. Sei stata davvero brava nel realizzarli ed anche nel raccontarci la tua e la storia di questa pasta fatta in casa. La Romagna è madre della pasta tirata al matterello (altro che sfogliatrice) ed è sempre un piacere per gli occhi vedere queste opere culinarie!
    Per di più i tuoi devono essere davvero buonissimi 😀

  5. Mmmh, che bontà! Non essendo io un’esperta che discerne tra cappellacci, tortellini, tortelli ecc ecc, ingurgito tutto moooooolto volentieri, senza distinzioni. E’ peccato?

  6. Pingback: 100% vegetal monday | La Cucina della Capra

  7. Pingback: Cosa si mangia a Pasqua? | La Cucina della Capra

  8. Lo vorrei provare per il cenone di Natale, non sono molto esperta in pasta fresca e mi domandavo se si possono preparare il giorno prima , non avendo molto tempo da dedicarci il 24.. grazie e complimenti per tutte le ricette ( sto consumando il tuo libro 😀)

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