Le interviste della Capra: Democratic Nutrition

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Buongiorno a tutti e bentornati ad un appuntamento che ha subìto una lunga pausa ma è pronto a ripartire alla grande: Le interviste della Capra! Oggi infatti vi presento due persone che ho conosciuto mesi fa ad una iniziativa organizzata da loro. Sono Carlo e Valentina, le anime di Democratic Nutrition.

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Capra:  Buongiorno Valentina e Carlo, benvenuti in questo spazio dove cercheremo di conoscervi meglio e di comprendere il vostro progetto. Ci spiegate cos’è Democratic Nutrition e che storia ha?

Buongiorno a te e grazie di ospitarci nel tuo blog! Democratic Nutrition è un’Associazione di Promozione Sociale a carattere scientifico-culturale. E’ nata nel 2013, ed giunta quindi al suo primo anno di attività. Attualmente i responsabili siamo noi due, una coppia di persone comuni che si sono date un obbiettivo preciso: creare un ponte tra il vastissimo mondo della ricerca nel campo della Nutrizione Umana  e quello della società civile, ispirati da un analogo progetto americano: NutritionFacts.org. Cerchiamo di portare alla luce molte di quelle informazioni vitali che quasi sempre rimangono confinate tra le “mura” della comunità accademica o degli appassionati di nutrizione, e per questo negli anni abbiamo voluto imparare come funzioni il linguaggio della ricerca, come sia possibile valutare il significato di un certo dato per la popolazione generale, e come si possa “tradurre” in parole comprensibili.

Attualmente abbiamo una pagina Facebook, un blog, ed una volta al mese organizziamo dei corsi mono-tematici (in Veneto, presso la sede della storica associazione La Biolca e dal 2014 anche on-line).

Capra:  Voi vi occupate anche di cucina, in particolare di cucina Vegan. Quando avete iniziato questo percorso e cosa vi ha spinti ad intraprenderlo?

Carlo: Seguo una nutrizione vegan fin dalla adolescenza per ragioni etiche. Per quanto riguarda la cucina, siamo onesti: dato che mie capacità manuali sono sempre state a dir poco pessime, se non fosse per Valentina ci sono buone probabilità che il mio pasto medio non andrebbe oltre una pasta integrale al pomodoro, con il massimo sforzo di riempirla con spezie e limone, e lo studio della Nutrizione rimarrebbe in gran parte teorico. Quindi lasciamo la parola a Lei…

Valentina: Precisiamo che il pomodoro dovrebbe essere già pronto! A parte le battute, fin da bambina cucinare o più precisamente “pastrocchiare” mi divertiva tantissimo, come non pensare alle preparazioni di fango e a mio papà, curioso ed unico assaggiatore di quei tempi! Crescendo cucinare è diventato dapprima una necessità ed insieme una forma di ribellione e libertà, in particolare verso le tradizioni familiari in ambito di alimentazione, poi con lo studio e l’interesse per la nutrizione la cucina è diventata fondamentalmente pratica quotidiana di salute, in continuo tentativo di miglioramento, cercando sempre di raffinarla anche nella sua dimensione artistica, ma in un’ottica di semplicità… Senza sconfinare in presentazioni troppo Nouvelle Cousine  o tecniche troppo Molecular Cuisine, tanto per citare delle cucine “chic” in cui poco mi riconosco!

Qualche foto:

Pulao (piatto della cucina indiana con l’aromatico riso basmati ed una miriade di spezie)

Cioccolatini “NutriChok Nocciolini” (crudi, dolcificati con xilitolo e concentrati di frutta)

Cestini del bosco con nota di melissa (dolcetti raw-fruttariani con ribes rosso e mirtilli, interi e coulis)

Capra:  Negli anni avrete conosciuto tantissime persone che vi avranno chiesto consigli, quali sono gli errori alimentari più comuni che avete riscontrato e come possono essere corretti?

Cominciamo dalle persone onnivore, che sono la maggior parte della popolazione: è oggi riconosciuto dalle massime autorità sanitarie a livello mondiale (si veda come esempio questa pubblicazione della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health) che i cibi carnei hanno assunto un ruolo così predominante nell’alimentazione comune a discapito dei cibi vegetali integrali da essere diventati un’emergenza sanitaria pubblica in tutto il mondo occidentale, contribuendo all’epidemia di tumori e malattie cardio-metaboliche. Ne consegue che il punto di partenza, spesso, è abbastanza ovvio ed immediato: ridurne drasticamente il consumo, imparando nel tempo a conoscere piuttosto la varietà e ricchezza del regno vegetale, con tutta la sua ricchezza micro-nutrizionale e fito-chimica. E’ proprio una questione culturale, e quello di cui c’è bisogno è anzitutto l’apertura ad investire del tempo per scoprire un modo diverso di mangiare, che in ultima analisi è l’apertura a voler cambiare sè stessi.

Per quanto concerne chi, come noi, ha invece scelto di seguire una dieta “alternativa” come quella vegan, ci sono comunque degli errori molto comuni di non minor peso: a parte la mancata integrazione della vitamina B12 (sulla cui necessità non esiste nessuna reale controversia, e a tal proposito consigliamo alle persone interessate di studiare il monumentale lavoro del nutrizionista Jack Norris), abbiamo prove sostanziali (come i dati dell’importante studio EPIC-Oxford sul rischio di fratture oppure sui livelli di acidi urici) che mediamente tra i vegan non ci sia una sufficiente attenzione all’apporto del calcio, almeno qui in Europa. Quindi fondamentale prestare attenzione ad includerne ogni giorno delle buone fonti: ad esempio le bevande vegetali arricchite di calcio o i derivati dalla soia come tofu e tempeh, ma anche tahin, cavoli, arance, fichi secchi o alcuni tipi di fagioli (adzuki, neri, bianchi, mung). Questo, per altro, rimanda ad una regola generale molto importante, che vale qualunque sia il regime alimentare che si decide di seguire: la prevenzione delle malattie non passa solo dalla riduzione o dall’esclusione di determinati cibi, ma dall’inclusione attiva e costante di alcuni altri. Per fare un altro esempio: va bene togliere il vino, ma meglio ancora se lo si sostituisce con del tè bianco al limone oppure un infuso dei fiori di Ibisco!

Capra:  Quali sono i cibi che tutti dovremmo tenere in dispensa?

Valentina: Probabilmente non esistono regole universali. Ad esempio, in generale i cereali ed i legumi sono un alimento molto sano e raccomandabile, ma le mie stesse problematiche di salute (una malattia infiammatoria intestinale) mi hanno portato ad escluderli interamente dalla mia dieta. Comunque, qualche consiglio di massima:

-tante e ancora tante spezie ed erbe aromatiche, conoscendole e imparando a variarle nelle preparazioni;

-tè verdi o bianchi;

-noci ed altra frutta a guscio;

-verdure a foglia verde scura, meglio se appartenenti alla famiglia delle Brassicaceae, come il cavolo nero od i broccoli;

-melograni e frutti di bosco (possibilità di stagione permettendo!);

-cacao (noi preferiamo quello dal commercio equo-solidale, data la drammatica questione dei bambini-schiavi coinvolti nella maggior parte della produzione globale).

Comunque, è importante sapersi ascoltare, anche sotto l’aspetto del gusto: è fuor di dubbio che aglio e cipolla siano cibi dalle proprietà sorprendenti, meglio ancora se a crudo, ma se proprio non si sopportano… Beh, anzichè mangiare controvoglia, pensiamo sia meglio ovviare limitandosi ad includere altri membri della stessa famiglia botanica (le Aliaceae) come l’erba cipollina!

Capra:  Parliamo di scienza: che visione avete del panorama nazionale e internazionale? Cosa pensate di come viene fatta divulgazione in Italia?

Si tratta di tornare al punto da cui eravamo partiti, ossia il legame tra il mondo della ricerca e quello della società civile… Ma facciamo così: anzichè risponderti noi, consigliamo una lettura:La Scienza in una Società Democratica, a firma dell’epistemiologo Marco Mamone Capria, che è uno dei nostri massimi punti di riferimento morali ed intellettuali. Sono una trentina di pagine, ma assicuriamo che ne vale la pena!

Quanto alla divulgazione in Italia, nei grandi canali informativi è sostanzialmente inesistente, e crediamo siano incalcolabili i danni prodotti nell’arco dei decenni dagli esponenti di organismi pubblici tipo l’INRAN (Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione). Invitiamo a questa riflessione: non è sorprendente che il loro mantra (“Mangiare un po’ di tutto con moderazione”), ormai entrato nell’immaginario collettivo dell’Italia, sia anche quello che più di tutti si adatta a preservare gli interessi di qualunque settore industriale? Pensiamo che la divulgazione disinteressata dovrebbe essere una cosa ben diversa, come informare senza remore che il latte sarà anche una buona fonte di calcio, ma allo stesso tempo potrebbe predisporre gli uomini al tumore della prostata. Poi, cosa farsene di questa informazione sta alle singole persone… Per fare un altro esempio, prendiamo un testo di Dario Bressanini, un giornalista che lavora per Le Scienze ed è uno dei pochi autori in Italia ad aver scritto articoli con consigli specifici su come fare divulgazione scientifica: dopo essersi interrogato sul perchè la popolazione generale arrivi a conclusioni diverse da quelle che definisce “degli esperti”, attribuisce il fenomeno alla pura ignoranza. Citiamo: “È […] banalmente ovvio che se il pubblico avesse davvero lo stesso livello di conoscenze degli esperti dei vari settori, e condividesse i loro modelli di ragionamento razionale, arriverebbe alle stesse conclusioni su vaccini, OGM e sperimentazione animale (sempre con il caveat della non unanimità accennato sopra, esiste sempre uno scienziato che dice stupidaggini. E’ un teorema)”. Peccato, però, che questo autore  stia omettendo non le opinioni di qualche singolo “scienziato che dice stupidaggini”, ma le rassegne sulle più importanti riviste di scienza e bio-medicina a livello mondiale (Lancet, Nature, British Medical Journal, PNAS) giunte alla conclusione per cui la sperimentazione animale sia nel complesso uno sperpero di denaro publico e – per quanto riguarda i vaccini – che l’ultima pubblicazione della prestigiossisima Cochrane Collaboration sulle vaccinazioni MMR abbia sì riportato la mancanza di associazioni con autismo o altre malattie basandosi sugli studi esistenti, ma concluso solo scrivendo che tali studi, sia precedenti che successivi alla commercializzazione, sono stati ampiamente inadeguati nel documentare eventuali effetti avversi. Insomma, quella che è la “divulgazione scientifica” per uno dei suoi massimi esponenti in Italia, personalmente la vedremmo più nel campo della “propaganda”, ossia nel negare, ridimensionare o far dimenticare il più possibile l’esistenza e l’entità del conflitto sociale (in questo caso all’interno della comunità accademica), anche quando è assolutamente oggettiva. Se la divulgazione è questa, passerà solo l’idea che la ricerca scientifica sia un monolite che serve sempre e comunque agli interessi dei gruppi di potere all’interno di una società, quando invece al suo interno ci sono dibattiti e conflitti feroci. Riportare questi conflitti nell’arena pubblica è quello che anche noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di fare, per esempio dando spazio alla ricerca prodotta in quei Paesi che per ragioni geopolitiche sono invisi ai governi occidentali, e per estensione alle multinazionali farmaceutiche: un esempio su tutti è l’Iran, che sta sfornando una mole di ricerca di altissima qualità sulle medicine non farmacologiche, ad esempio gli studi sul trattamento del morbo di Alzheimer con il Crocus Sativus (zafferano), messo a confronto con il donepezil e risultato clinicamente equivalente.

Capra:  Scrocchiamo una consulenza gratis ! Date ai lettori della Cucina della Capra qualche consiglio per avvicinarsi il più possibile al benessere?

Bisognerebbe sempre mirare al centro delle cose, e capire qual’è quel limitato numero di aspetti della nostra vita che, se potessimo cambiare, farebbero la differenza in assoluto più significativa, senza togliere che gli ambiti di miglioramento siano pressochè infiniti e spesso legati l’uno con l’altro. Una volta determinati questi ambiti principali, vanno considerati come obbiettivi concreti da realizzare giorno per giorno, magari affidandosi a quelle tecniche di gestione del tempo e delle priorità su cui esistono già molte eccellenti risorse. Quindi, andiamo pure contro i nostri stessi “interessi” da divulgatori nel campo della Nutrizione e diciamo questo: come mangiamo è fondamentale, ma non è detto che sia l’unica via o la più importante per tutti! A volte l’aspetto più bisognoso della nostra cura sarà quello psicologico, come può essere il caso di un’attitudine pessimista e depressa verso la vita; altre ancora un corpo debole perchè mai spinto a raggiungere la sua piena espressione, e questo è un aspetto su cui stiamo lavorando noi stessi, facendoci ispirare anche dai mitici video di Frank Medrano e Antoniette Pacheco! Poi, è ovvio che per moltissime persone il fulcro per una vita migliore sarebbe quello economico (tra l’altro… come si fa a mangiare sano senza una disponibilità monetaria che lo consenta?) e che quest’ultimo non può dipendere solo ed esclusivamente dalle proprie scelte individuali, ma è anche un prodotto della società in cui si vive. Ora, non è detto che sia sempre facile capire da soli quali siano gli aspetti più importanti su cui cominciare a lavorare: forse, questo è un ambito dove le conoscenze empiriche sviluppate da tradizioni mediche e filosofiche diverse dalla scienza occidentale possono dare il meglio, come può essere per quelle “analisi” della persona che vengono dalla Medicina Tradizionale Cinese.

Capra:  Domanda ficcanaso: quando non siete al lavoro come passate il tempo? Cosa vi piace fare?

 Ci piacciono le culture dell’Estremo Oriente, ed abbiamo la fortuna di vivere relativamente vicino ad una delle più importanti scuole europee di discipline interiori cinesi, il Centro Internazionale “Tigre Bianca”, dove pratichiamo il Kung Fu tradizionale di Shaolin.

Passiamo un sacco di tempo a giocare e prenderci cura della nostra cagnetta-bimba Betty: saremo esagerati, ma la adoriamo!

Riportiamo qui una foto di un momento di pace tra Betty e micio Dylan.

Infine, quando possiamo, facciamo volontariato in un’azienda agricola biologica. E’ faticoso lavorare nei campi, ma stare in mezzo al verde ed alla tranquillità, toccare la terra con le mani, e soprattutto avere la consapevolezza di star contribuendo ad un’attività umana fondamentale e sostenibile fa sì che quando andiamo a casa siamo comunque contenti.

Capra:  Quali sono i vostri progetti futuri?

Ci limitiamo a quelli per il 2014: corsi on-line, video-ricette, video-presentazioni, ma soprattutto la pubblicazione di un libro, la cui stesura è ormai quasi completata, dedicato al tema dell’anti-ossidazione.

Capra:  Ci consigliate 3 siti da mettere tra i preferiti?

Ribadiamo due fonti già citate nell’intervista:

NutritionFacts.org del dottor Michael Greger, più tutto uno staff di volontari e professionisti che lavora dietro le quinte! Imprescindibile: consideriamo l’autore un nostro mentore, per cui nutriamo un grandissimo affetto e stima.

Scienza e Democrazia di Marco Mamone Capria. Dedicato a dare il giusto spazio alle opinioni minoritarie e poco note in molteplici ambiti scientifici, dalla bio-medicina all’astrofisica. Per noi è stato uno dei più illuminanti pensatori Italiani, di quelli che in TV non vedrete mai.

-E aggiungiamo… Coconut and Berries di Emma Potts. Scelto tra i mille siti e blog di cucina preferiti:  sano, creativo e… fotografico, così rimaniamo tra bellissime foto culinarie come in La Cucina della Capra!

Capra: Grazie, troppo buoni 😀 ! E i 3 libri che dovremmo tenere sul comodino?

Domanda troppo impegnativa, per cui ci limitiamo a consigliarne qualcuno dallo scorso anno (2013), distinguendo tra un un comodino alla “Democratic Nutrition” ed uno nostro personale. Ecco il primo:

Vegan Indian Cooking di Anupy Singla. Uno spaccato sugli aspetti più sani ed intriganti della cucina tradizionale indiana, per la quale non nascondiamo le nostre simpatie.

–  Becoming Raw di Vesanto Melina e Brenda Davis. Pur trattando di un ambito apparentemente ristretto, ossia la nutrizione crudista, in realtà è uno dei migliori testi divulgativi di nutrizione che abbiamo trovato fin’ora, e può insegnare molto indipendentemente dal tipo di alimentazione seguita.

Raising Vegetarian Children di Joanne Stepaniak e Vesanto Melina. Consigliatissimo a tutti i genitori che vogliono far seguire diete vegetariane/vegan o comunque socialmente considerate “fuori dalla norma” ai propri bambini: a parte l’ottima completezza delle informazioni nutrizionali, affronta in maniera molto completa ed articolata gli aspetti psico-sociali delle scelte minoritarie e come possano essere gestiti al meglio.

Mentre sull’altro comodino, alla “Carlo&Valentina”:

La storia infinita di Michael Ende. Un capolavoro epico, e in assoluto la produzione fantasy che più amiamo. Ah, se per caso qualcuno ha visto solo i film, può anche dimenticarli: come profondità tematica e narrativa non c’è nemmeno la possibilità di un paragone!

What a wonderful world di Inio Asano. Da appassionati dell’Oriente, vediamo l’autore come uno dei più importanti fumettisti giapponesi contemporanei: non solo per la straordinaria abilità narrativa, ma anche perchè si è preso la responsabilità di dedicare la sua carriera artistica a trasmettere il desiderio di “fluire” con la vita e trovare la felicità non partendo da un mondo fatato di ideali, ma al contrario proprio dal confronto diretto con gli aspetti più tristi e brutali della realtà, e rivolegendosi a quella gioventù (cui lui stesso appartiene) di un Paese che ha i tassi di suicidio tra i più alti al mondo.

Segui Te Stesso di David De Angelis. Un testo di riflessioni che abbiamo trovato di grandissima ispirazione nell’invito a trovare il proprio Dao, una Via da seguire per migliorare sè stessi ed il proprio mondo, e a cui consacrare ogni respiro della propria vita ed il massimo delle proprie potenzialità.

Capra: Grazie mille, siete stati davvero disponibili ed esaustivi, scommetto che ora verrete contattati (qui)  da molte persone per una consulenza e per seguire le vostre interessantissime iniziative!

Dalla Capra è tutto,ci vediamo  alla prossima intervista. E adesso linea alla regia!

…ah, non siamo in tv? Beh, dovremmo!

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5 thoughts on “Le interviste della Capra: Democratic Nutrition

  1. Che bel post, davvero interessante! Ricco di informazioni, e soprattutto spunti davvero interessanti tra libri e siti internet che non vedo l’ora di esplorare…in particolare il libro sull’alimentazione vegetariana/vegana per bambini, tema che mi sta molto a cuore…che dire grazie mille 🙂

  2. Onorati di questo spazio nella Rubrica Interviste. Un ringraziamento speciale alla Capra e a tutti i lettori che si fermeranno a leggere un po’ del nostro progetto, quindi visto che ha lasciato anche un commento grazie ad Alice, di cui ho personalmente già sbirciato il blog. Complimenti un bel double-languages e ricettine proprio carine (farò a brevissimo le chips di banana con la tua temperatura e tempistica, le adoro anch’io!).
    Il libro indicato sull’alimentazione vegetale per bambini è a nostro avviso il migliore in circolazione, tratta l’argomento a 360°. Consigliatissimo.

    Valentina Jennifer
    Divulgatrice e cuoca vegan-raw at Democratic Nutrition

  3. Che piacere aver letto questo intervista.
    Dovete essere in tv invece della Prova del Cuoco con Antonella Clerici che non fanno altro ricette con petti di maiale, capra, vitello, manzo, etc.
    Siamo stufi. e ci fa vomitare. Un po di compassione.
    Grazie e auguri.

  4. Un piacere per noi e ringraziamo : ) La tv è un mezzo totalmente compromesso e ci sono e vi arrivano sono quelli che “fan comodo” alla società di massa. L’etica, la compassione e la vera informazione non sono cose “da tv”. Importante avere queste possibilità di comunicare e divulgare.

    Valentina Jennifer
    Divulgatrice e cuoca vegan-raw at Democratic Nutrition

  5. Pingback: Polpette di fave e grano saraceno alle erbe | La Cucina della Capra

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