Doughnuts newyorkesi ripieni

doughnuts

Nelle mie fameliche scorribande in libreria ho trovato un libro che raccoglie le ricette di street food che si possono trovare a New York. Siccome io a New York ci sono stata diversi anni fa, mi sono lasciata subito allettare dai colori sgargianti, dalla grafica curatissima, dalle fotografie che restituiscono davvero l’idea del cibo di strada della Grande Mela.  Il libro si chiama “New York, le ricette di culto”, ed è di Marc Grossman, tradotto e pubblicato in Italia da Guido Tommasi Editore nel 2012.

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La città che non dorme mai offre una scelta vastissima di cibo ad ogni ora, e partendo da questo concetto il libro è suddiviso in capitoli che si rifanno ai momenti “chiave” della giornata: coffe time, breakfast, brunch, lunch, snack e anytime, con un ultimo capitolo dedicato alle preparazioni di base. Se già ve lo state chiedendo, la risposta è no, non c’è praticamente niente di vegan o anche solo un minimo salutare! Tuttavia molte ricette sono adattabili alle proprie esigenze, e comunque la conoscenza non è mai abbastanza, per cui vale la pena di sfogliarlo! Le ricette risentono della massiccia presenza in città della comunità ebraica e di una forte immigrazione, soprattutto europea (Italia e per gran parte  tutto l’est Europa) ed asiatica (Cina in primis).  Tra tutte le ricette, quella che nel mio immaginario incarna di più gli U.S.A.  sono i Doughnuts, le ciambelle fritte e glassate che si trovano ad ogni angolo di strada, da mangiare mentre si cammina, tra il vapore che esce dai tombini e i taxi gialli che sfrecciano ad ogni ora del giorno e della notte. Di questi dolci esiste anche la versione tonda, simile ai nostri bomboloni, da riempire con creme o marmellate, io ho optato per questi, riempiti con una crema al cioccolato che  non trovate nel libro. L’impasto è stato leggermente modificato per essere 100% vegetale, ma è stato semplicissimo, è bastato sostituire uova e latte con amido e latte di soia. Come vedete, il tempo di lievitazione è lungo, trovo che siano perfetti da preparare in una fredda domenica invernale, quando piove e si sta in casa, a volte annoiandosi. Vi rallegreranno la giornata, inizierete al mattino e avrete una merenda coi fiocchi nel pomeriggio! Rispetto ai bomboloni che si trovano da noi nei bar, questi, essendo fritti, sono più croccanti all’esterno e morbidi all’interno, anche se la pasta è decisamente consistente. Come vedrete leggendo gli ingredienti, ho usato farina 00 e zucchero a velo, 2 ingredienti che tendo a non utilizzare,  optando per qualcosa di più sano, ma ogni tanto bisogna pur sgarrare, no?

A proposito di bomboloni, nel paese dove ho vissuto fino ai 18 anni, in Romagna, tanti anni fa, il signor Bacchini girava con un carretto di legno issato davanti ad una bici, e girava per le stradine del centro vendendo questi dolci fatti da lui, i più squisiti che abbia mai mangiato. Li riempiva con una crema molto sostanziosa, e li portava a spasso agitando una campana con cui avvisava i compaesani del suo passaggio. Bastava avvicinarsi con la macchina, a piedi o in bici e si poteva ripartire col sacchettino bianco di carta pieno di cotanta meraviglia. Erano altri tempi, ora quel signore non c’è più, e nessuno ha preso il suo posto nelle strade, ma la sua ricetta è stata tramandata. Paese che vai, bombolone che trovi!

Ingredienti:

per la pasta

35g di olio di cocco fairtrade (o margarina o burro vegetale)

180ml di latte di soia

410g di farina 00

7g di lievito secco istantaneo per dolci (mezzo cucchiaio)

60g di zucchero integrale di canna

un cucchiaio  e mezzo di amido di mais sciolto in 2 cucchiai di latte di soia

un pizzico di vaniglia naturale

un pizzico di sale

per la crema

300ml di latte di soia

100g di cioccolato fondente

1 cucchiaino di cannella in polvere

60g di zucchero integrale di canna

1 cucchiaio di olio di semi di girasole bio

2 cucchiai di amido di mais

2 cucchiai di cacao in polvere

per friggere e spolverare:

un litro di olio per friggere di ottima qualità (io ne ho usato uno bio di semi di girasole e di sesamo)

zucchero a velo

Procedimento:  preparate l’impasto versando in una terrina la farina, il lievito e lo zucchero. Mescolate e aggiungete l’olio di cocco sciolto nel latte tiepido, l’amido, il sale e la vaniglia. Impastate a mano per 10 minuti, l’impasto deve essere elastico e compatto. Lasciate riposare in un recipiente unto e chiuso per un’ora e mezzo a temperatura ambiente. Spostate l’impasto in frigorifero per almeno 3 ore.  Intanto preparate la crema: sciogliete a fuoco dolce il cioccolato nel latte, aggiungete lo zucchero, la cannella, mescolate e lasciate raffreddare. Quando il composto è freddo aggiungete amido e cacao, mescolate benissimo per eliminare i grumi e rimettete sul fuoco basso, mescolando continuamente con una frusta. Fate addensare per bene, la crema deve essere compatta. Fatela raffreddare. Passate le 3 ore  prendete l’impasto, stendetelo sul tagliere infarinato col mattarello e ritagliate col coppapasta o con uno stampino rotondo dal diametro di circa 5 cm le forme. Disponetele su quadretti di carta forno che avrete precedentemente ritagliato e infarinato e metteteli a lievitare nuovamente per un’ora a temperatura ambiente, o se è freddo dentro al forno con la lampadina accesa.  Scaldate l’olio in un tegame, quando è molto caldo (se avete tenuto un pezzettino di impasto potete fare una prova buttandolo nell’olio, quando frigge siete a temperatura) immergetevi delicatamente i doughnuts e fateli friggere per massimo 2 minuti per lato, devono diventare dorati e gonfiarsi. Con una ramina prelevateli dall’olio e metteteli a scolare su carta assorbente o su una griglia per dolci. Quando sono pronti tutti e maneggiabili farciteli aiutandovi con una siringa da pasticcere. Spolverateli con zucchero a velo e serviteli ancora tiepidi o freddi. Buon appetito!

giovedi-del-libro-di-cucina

Con questa ricetta partecipo alla raccolta dei Giovedì del libro di cucina di Passato tra le mani

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10 thoughts on “Doughnuts newyorkesi ripieni

  1. Pingback: Il Giovedì del Libro di Cucina: Everyday raw desserts | Passato tra le mani

  2. Che golosità! Da concedersi una volta ogni tanto per le occasioni speciali ci stanno (anche se io da fissata proverei a farli con la 2, a mio avviso il risultato non cambierebbe molto)… Interessante anche il libro, non lo conoscevo.

  3. i bomboloni a Roma vengono chiamati bombe o krapfen e possono eesere semplici con zucchero semokati oppure ripieni con crema pasticcera. Mia nonna umbra preparava dei dolci simili ma li cuoceva al forno come i bignè
    buona serata
    quesra iniziativa ci fa conoscere blog
    simpatici e favorisce gli scambi tra blog

  4. Scusami ma cosa intendi per “lievito secco istantaneo per dolci” il lievito di birra secco oppure quello per torte?
    Grazie mille :-*
    Clo

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