Zuppa con latte di cocco e una riflessione sul linguaggio specista

zuppa cocco

 

Lo diceva Nanni Moretti, le parole sono importanti, non fa eccezione lo specismo, che come il sessismo e il razzismo, si appropria dei termini per determinare la squalifica del diverso. Da sempre chi ha il potere di stabilire il nome delle cose ha la capacità di qualificarle, un esempio su tutti, e pure molto recente: facciamo una guerra ma chiamiamola missione di pace, cambiamo il nome, cambiamo la percezione nelle persone. Sono tranelli vecchi come il mondo, eppure tutti ci caschiamo, compresa la sottoscritta. Molti si battono anche su questo fronte, ad esempio le femministe, stanche di essere chiamate medico, avvocato, ecc…, parole che chiariscono che ancora il mondo è in mano agli uomini. Ma veniamo al dunque: molte persone, commentando il blog  o scrivendomi su Facebook, sono in imbarazzo perchè, non conoscendo il mio nome anagrafico, si devono rivolgere a me chiamandomi Capra. Nel linguaggio corrente il termine Capra riferito ad una persona ha senz’altro una connotazione dispregiativa, ed è pure tornato in auge da quando quella testina di Sgarbi, un intellettuale che si colloca perfettamente nei salotti della D’Urso, ha iniziato ad abusarne raccogliendo peraltro le simpatie di un pubblico evidentemente troppo pigro per spegnere la televisione (e buttarla nel primo cassonetto, aggiungo!). Ecco, a tutte queste persone io dico: non temete, non mi offendo se mi chiamate Capra, mi offendo se mi chiamate Sgarbi, quindi non fatelo! E iniziamo, io per prima, vittima di abitudini radicate in 30 (e qualcosa di più) anni di favelle,  a cercare di sradicare lo specismo dai nostri discorsi. Esempi di espressioni speciste? Eccone a profusione!

Sei un verme, sei un cane, figlio di troia, figlio di cagna, sei una serpe, sei una capra, vacca, porca vacca, porco cane, maiale, porco, sei un asino, sei un pollo, scorfano, iena , avvoltoio, bertuccia, pavone, pidocchio, coniglio, pecora, scimmione, gufo, pappagallo, oca, crepi il lupo……….

Gli animali non sono trattati molto bene dalla lingua italiana, che evidentemente riflette la realtà, quindi se le due cose sono collegate possiamo provare a modificare il nostro linguaggio, per ridare dignità ai nostri amici non umani!  Che ne pensate?

Vi saluto con la ricetta di questa zuppa del tutto sperimentale, ispirata alla cucina Thai, ma con ingredienti improvvisati. Il risultato, per quanto mi riguarda, è molto soddisfacente e ve la consiglio, anche perchè è semplice e velocissima da preparare! Essendo lunedì non posso esimermi dall’unirla alla raccolta 100% vegetal monday! Buona settimana!

100% veg monday logo

Ingredienti per 2:

una lattina di latte di cocco

uno scalogno

una carota

un peperoncino fresco

qualche cima di broccolo lesso

prezzemolo

2 cucchiaini di burro di arachidi

2 cucchiai di salsa di soia

succo di mezzo limone

un cucchiaino di zucchero di canna

mezzzo cucchiaio di polpa grattugiata di zenzero fresco

Procedimento: versare il latte in un tegame, aggiungere lo scaologno affettato finemente, i broccoli, la carota tagliata a listarelle con il pelapatate, lo zenzero, lo zucchero, il burro di arachidi, la salsa di soia, il peperoncino tritato, fate cuocere per qualche minuto, fino a quando le carote si ammorbidiscono, ma senza disfarsi. Aggiungete poca acqua calda, la zuppa deve rimanere cremosa, infine spegnete, aggiungete il succo di limone, impiattate e cospargete di prezzemolo fresco. Buon appetito!

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18 thoughts on “Zuppa con latte di cocco e una riflessione sul linguaggio specista

  1. Pingback: 100% vegetal monday | La Cucina della Capra

  2. grande Capra! …e sgarbi da una capra avrebbe solo da imparare, comunque! ottima zuppa, ho sempre voluto provare il latte di cocco, l’ho acquistato ma non ho ancora trovato una ricetta che mi attiri, questa mi pare ottima per iniziare a cimentarmi 😉

  3. Poveri animali sempre maltrattati da noi eppure avremmo molto da imparare per tornare a rispettare ciò che ci circonda, riguardo a sgarbi (nome non potrebbe essere più indicato visto che è sgarbATO) non lo sopporto perchè urla e chi urla vuole prevaricare…
    Tornando a cose più piacevoli, vorrei sapere quando dici salsa di soia intendi shoyu o tamari? Grazie

  4. @Tea: il tamari da quanto ne so è un tipo (di origine giappo) di shoyu , parola che significa salsa di soia. Non sono una degustatrice finissima di salse di soia, quindi ti consiglio di usare quella che preferisci 😀

  5. Ho vissuto qualche anno della mia vita con 3 capre, una delle quali ho allattato da quando aveva 3 giorni di vita…animali superfantastici ed intelligentissimi, Viva le capre! Viva tutti gli animali, fonti inesauribili di Amore e sensibilità. La tua ricetta è fantastica, la provo stasera…

  6. grazie di cuore per le tue ricette ioè da poco che ho eliminato la carne e pesce nella mia alimentazione perchè non mi piace, e trovo delle ricettine molto gradite anche dai miei figli loro la mangiano la carne e il pesce 2 volte alla settimana ma quando faccio le lasagne ai broccoli o frittata al forno con verdure e le vostre ricettine si leccano i baffi, mi dicono mamma quanto sono buone , qualche volta mi dicono anche quando ci fai mangiare delle cosine fritte? avete qualche ricetta da propromi grazie grazie, e ringrazio la mia amica che mi ha detto del vostro blog grazie di cuore ❤

  7. Ciao Capra,
    in effetti su Sgardi ci sarebbe molto da dire, soprattutto come mai uno come lui sia arrivato a tanta notorietà? Forse perché l’arroganza, la cattiveria (vedi i “BastardChef”) la maleducazione sembra fare audience? forse perché c’è gente che non cambia canale mostrando di non gradire certe persone pusillanimi, e che hanno poco o nulla da dare, di trasmettere, se non insolenza e volgarità?… ma questa è l’Italia creata da Berlusconi con le sue TV che hanno poi finito per pervadere le altre TV. Dove anche l’immagine della donna e il suo ruolo è poco più che velina, accompagnatrice. Sono pochissime le donne che hanno una trasmissione con contenuti.
    Quando vedo Sgarbi in TV cambio immediatamente canale, ma non solo lui! Anche i talkshow con i politici attuali, ignoranti, volgari, che si parlano sopra l’un l’altro! Insopportabile!
    Apprezzo molto il tuo blog, sia esteticamente che nei contenuti. Traspare la passione e le foto sono favolose! Oltre che ottima cuoca, e saper scrivere, e trasmettere curiosità per le tue ricette, fai foto meravigliose delle tue creazioni!
    BRAVA! (è da un pò che ti seguo e non commento mai)

  8. Ho mille post in arretrato ma ero troppocuriosa di legger questo 🙂
    Primamente: questa ricettuola mi sorprende non poco con questi ingredienti goduriosi
    Secondariamente: offrire spunti per riflettere è una cosa bellissima, ma è difficilissimo modificare insensate abitudini radicate in noi da una vita. Cominque se veramente si vuole il cambiamento l’unica è iniziare da noi stessi. Il mio piccolo/grande tranguardo è stato non dire più “porca vacca” 😉
    Sgarbi non lo sopporto, e solo il fatto che sia ospite dalla D’Urso dice molto sulla sua persona e quanto vale il suo pensiero -_- ma il popolo è pigro e si lascia ipnotizzare dalla televisione, il lavaggio del cervello così è assicurato. Spegnamo un po’ quell’elettrodomentico diabolico e accendiamo più spesso il nostro cervelletto!

  9. bella riflessione cara Capretta, io condivido in pieno! Molto intrigante la ricetta col latte di cocco, è un ingrediente che non uso praticamente mai, ma visto che i tuoi piatti per me sono una certezza, la proverò di sicuro! un bacio

  10. Ciao amica Capra, Concordo in pieno con la tua riflessione sul linguaggio specista. In particolare ho sempre pensato che i veri offesi fossero in ogni caso gli animali. Ad esempio, per restare in tema. Non un offesa dare del maiale a Sgarbi? Naturalmente per il maiale. Grazie di cuore per le tue ricette e le considerazioni che seguo con grande interesse…. Ed anche divertimento. Buon pomeriggio Lidia

  11. Ecco, io sono una di quelle persone che prova imbarazzo a chiamarti Capra… per quando ti scrivo chiudo tra due parentesi la p. Ma da oggi non lo farò più! Ciao cara! 😉

  12. Buongiorno Capra!!! che bella la riflessione che hai fatto, hai perfettamente ragione…. su tutta la linea, condivido pienamente. Ti assicuro che non mi sentivo in imbarazzo a chiamarti Capra, mi sembrava strano…. ma non era imbarazzo, sei una Capra splendida!!!! Che dire di questa gustosissima zuppa, mi piace, aromatica e appagante 🙂

  13. Oh, ma la ragione della violenza specista nel linguaggio corrente è presto detta: si ritiene che, de jure divino, tutto quanto non sia fatto a nostra immagine e somiglianza sia inferiore, immondo, spregevole. Ecco perché ai vari “cagna”, “troia”, “serpe”, potrai facilmente associare “sporco negro”, “lurido frocio”, ecc. ecc.. Molti dicono che la diversità spaventi. Non so se sia questo il motivo di fondo; di fatto posso dirti che – per mia diretta esperienza – la radice di ciò risiede la pochezza di chi non è capace di concepire l’altro, il diverso, come fonte di ricchezza (se non a mezzo di sfruttamento) ma solamente come minaccia alla propria identità. Stesso dicasi per i vegani: per i più, gente bizzarra – se non addirittura malata – perché… diversa.

    Complimenti per le ricette! Beato chi ti sposa. 🙂

    Ciao,

    L.

  14. beh, ragazze + Luigi, devo dirvi che sono sorpresa, tra tutti i lettori nessuno ha speso mezza parola per difendere Sgarbi!!! AHAHAH! Mi sa che qui non ha molti fan, e se ne troviamo uno gli urliamo SGARBI!SGARBI!SGARBI!!!

  15. Ciao, capito per caso, ho letto ed è proprio così, io aggiungerei anche “contadino” che, da quando ero piccola (sono moooolto più grande di te) dire: sei un contadino era una grande offesa ed ancora oggi, quando scrivo nel blog che “sono andata dalla mia contadina” per un attimo tentenno. Per il resto non dico mai in bocca al lupo o altro, non mi va di coinvolgere gli animali che amo così tanto nei torpiloqui o frasi offensive. Se mi dicono:sei un cane io gongolo…. Le parole segnano e rimangono, dovremmo fare tutti attenzione, al solito: contare fino a dieci è sempre di moda. Sgarbi mi piace unicamente quando parla di arte, lo seguo volentieri. cusa l’intromissione, buona giornata.

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