Come organizzare uno scambio di sementi nella tua città

Bentrovati! In seguito ad alcune conversazioni avute con amici virtuali mi sono resa conto che non tutti sanno cosa sia uno scambio di sementi, nè come funzioni, e di conseguenza non sanno come organizzarlo. A Ferrara io ed alcune altre folli seminatrici compulsive e anche un po’ ossessive come me ne abbiamo organizzato 3 edizioni, e quest’anno partiremo con la quarta, quindi ho pensato di condividere la mia piccola esperienza nella speranza di essere di aiuto a chi volesse lanciarsi ma non sapesse da che parte iniziare. Molte delle cose che ho scritto sono ovvie, ma mi sembrava il caso di scrivere tutto quello che potrebbe essere utile. Questa è la mia esperienza, che può essere migliorata, quindi se avete idee, suggerimenti e perplessità non esitate a lasciare un commento, ve ne sarò molto grata perchè l’unione fa la forza, e quando si parla di sementi l’unione è proprio necessaria. Buona lettura!

Che cos’è uno scambio di semi e perchè lo organizzeremo?

Lo scambio di semi è una giornata dedicata alla libera circolazione delle sementi, in pratica si chiede a chi partecipa di donare o scambiare le sementi. Ciascuno a casa propria suddividerà le sue sementi (comprate o autoprodotte) in piccole quantità, che racchiuderà in bustine fatte di carta di recupero o vasetti riciclati, apponendo un’etichetta in cui indica le informazioni che ha a disposizione sul seme che dona. Quando ci si reca  allo scambio si lasciano le bustine sul tavolo, e si guarda tra quelle degli altri se c’è qualcosa che interessa, nel caso la si prende. Non è un baratto, lo scambio non è 1 a 1, può essere che ci sia qualcuno che porta 10 bustine e ne prende solo una, oppure chi viene a mani vuote perchè sta per iniziare un orto o anche solo un vaso sul davanzale, e torna a casa a  mani piene. E’ importante specificare alle persone che non devono avere un campo per partecipare, basta un piccolo orto, un’aiuola, un balcone, un davanzale, o anche solo la voglia di progettare un attacco di guerrilla gardening! Oltre alle sementi potete portare anche piantine già invasate e talee, a vostra discrezione. In questa occasione ci si mette a disposizione di un bene comune, che è la biodiversità, quindi siate generosi e donate! Organizzare scambi di semi è molto importante  per la salvaguardia di varietà antiche che non sono registrate, ovvero che non sono in mano alle solite multinazionali (che controllano il 75% delle sementi), e che quindi  non possono essere commerciate, ma solo scambiate. Se non saremo noi a scambiarle rischieranno di andare perdute per sempre, e invece di centinaia di fagioli che la natura ci offre troveremo sempre solo 2 o 3 tipi. Non è triste? Impedire tutto ciò spetta anche a noi, non perdete l’occasione di dare il vostro contributo alla Terra, organizzate uno scambio di sementi e iniziate a coltivare varietà da salvaguardare!

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Il primo passo: scegliere il giorno e il posto

Per partire con l’organizzazione è necessario, come prima cosa, individuare un momento in cui le persone non siano a lavorare. I giorni migliori quindi sono il sabato e la domenica, possibilmente a metà mattina o al pomeriggio. Il mese ideale è marzo, preferibilmente all’inizio, perchè poi si parte già con le prime semine. Scegliete il giorno in cui volete organizzare, l’orario, e poi non vi resta che trovare il luogo. Tenendo conto che a marzo il clima è instabile, bisogna trovare un luogo in cui ci sia anche la possibilità di stare al coperto. Vi serve una sala in cui appoggiare vari tavolini, e qualche sedia. Tra i luoghi adatti ci sono le sedi delle associazioni, i centri sociali, i circoli, ma anche il bar del paese, una sala comunale, i portici e, se proprio non trovate niente, casa vostra! Affrettatevi a chiedere la disponibilità degli spazi e a prenotare, è importante muoversi in anticipo, per avere il tempo di pubblicizzare per bene. Chiedete i permessi in comune se dovete, meglio essere tutelati per ogni evenienza. Se vi appoggiate alle associazioni, chiedete se c’è la possibilità di far entrare le persone senza obbligarle a fare la tessera, ci sono regolamenti che prevedono eventi straordinari. Se domanderete e spiegherete bene il progetto, vedrete che le persone saranno disponibili ad offrirvi lo spazio gratuitamente, cercate di coinvolgerle e di far capire l’importanza della cosa!

Come pubblicizzare lo scambio

Per prima cosa vi serve un volantino. Se avete già deciso quando e dove fare lo scambio potete già scriverne uno. Fate in modo che sia il più colorato possibile, lo scambio di semi è una festa della vita! Nel volantino dovrete specificare molto chiaramente che si tratta di un libero scambio di sementi, indicate la data, l’ora, il luogo, l’ingresso libero, scrivete un paio di righe per spiegare l’iniziativa e come contribuire ( In pratica spiegate che le persone devono confezionare a casa delle bustine di sementi, su cui scrivere tutte le indicazioni che hanno sulla pianta)  Nel post vedete alcuni esempi di volantini degli scambi che abbiamo organizzato a Ferrara.
Mi raccomando, indicate un numero di telefono a cui le persone possono rivolgersi per avere informazioni, vedrete che vi chiameranno!

volantino

Ora è il momento di diffondere il volantino. Per le iniziative locali è fondamentale il passaparola, scrivete a tutti i vostri contatti una mail, a cui allegherete il volantino, in cui spiegate in cosa consiste l’iniziativa (cercate di essere coinvolgenti!) e chiedete cortesemente di aiutarvi inoltrando la comunicazione alla propria mailing list. Scrivete anche alle associazioni, agli informagiovani, ai garden club, e qualche giorno prima dell’iniziativa contattate la stampa locale per inviare un comunicato stampa, ovvero poche righe di sintesi in cui si specifica Cosa, Come, Dove e Quando, e allegate sempre il volantino, magari ve lo pubblicheranno!

Ora passiamo alla fase 2 della pubblicità: quella cartacea! Stampate varie copie del volantino e alcune locandine. Dovrete distribuire i volantini nei luoghi di grande affluenza dove possono capitare persone interessate, ad esempio nelle biblioteche, nei bar, nei negozi di alimenti naturali, al commercio equo, nei consorzi agrari,  nei vivai, nelle scuole, nei centri anziani (grandi riserve di orticoltori!). Nei locali dove ve lo permettono lasciate qualche decina di volantini ed appendete una locandina. Durante tutti questi giri cercate di parlare con le persone, anche questo canale sarà utile. Spiegate che si può venire anche senza sementi, anche solo per dare un’occhiata, per stare assieme! Poi da cosa nasce cosa e chissà che non abbiate seminato qualcosa di bello!

Fase 3: i social network! Se non siete degli smanettoni fatevi aiutare da qualche amico, create un evento su facebook, invitate i vostri amici e chiedete anche a loro di diffondere. Utilizzate questo mezzo per spiegare bene di cosa si tratta, magari linkate qualche articolo di interesse, o qualche video. Fatevi pubblicità anche su Twitter. Ora siete pronti per il fatidico giorno!

Come allestire lo scambio di semi

Il giorno dello scambio fate in modo di arrivare un paio di ore prima. Assicuratevi che il posto che vi ospita vi abbia messo a disposizione tavoli e qualche sedia, se no dovrete portarveli da casa. In ogni caso dovete assolutamente portarvi: delle tovaglie colorate, del nastro adesivo (in plastica e in carta), dello spago, dei pennarelli, delle penne,  dei fogli riciclati per bustine last minute, i cartelli che avrete preparato a casa e le vostre sementi già imbustate ( in grandi quantità, per avere un po’ di base per partire, mettetevi nell’ordine delle idee che a questo giro donerete molto più di quanto riceverete in termini di sementi!). Suddividete lo spazio per le sementi in ortaggi, fiori e aromatiche, in modo che le persone siano facilitate sia nel lasciare che nel prendere le loro bustine. Dedicate un tavolo a ciascun tipo, e mettete un bel cartello che indichi bene cosa va lì.

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E’ possibile ed auspicabile che alcune persone portino piantine già invasate o talee, fate in modo di prevedere uno spazio apposito. In parte, predisponete anche un altro tavolo su cui lascerete alcuni vostri  libri in consultazione. Se non li avete potete chiederli ad amici, ma è importante che ci siano. Possono essere libri sulle tecniche di coltivazione, sulla progettazione, garzantine o simili sulle varietà, libri sul seed saving (salvaguardia delle sementi!), sulla guerrilla gardening, sull’agricoltura urbana, …tutto quello che vi viene in mente. In questo modo le persone potranno cercare in loco informazioni sui semi che si stanno portando a casa.  Ovviamente dove c’è festa si mangia e si beve, avete 2 possibilità: organizzare voi un piccolo rinfresco, oppure chiedere a chi sapete che parteciperà (o scrivendolo direttamente sul volantino) di portare qualcosa da condividere con chi viene. Una merenda mette sempre di buon umore, e dove c’è cibo c’è allegria, quindi abbondate. Siccome non siamo solo seed savers, ma anche animal savers, chiedete a tutti di portare cibi 100% vegetali, e possibilmente di scrivere su un foglietto gli ingredienti, per la salvaguardia degli allergici. Portate anche bevande calde e una bottiglia di vino, che non guasta mai. Se lo scambio è al pomeriggio non sottovalutate l’idea di vin brulé o succo di mela caldo! Se potete evitate l’usa e getta, favorendo stoviglie lavabili. Infine non dimenticate di provvedere alla musica! Se avete amici musicisti potete invitarli per un’esibizione estemporanea, mi raccomando in acustico, e niente metal! Altrimenti qualche buon cd scelto con cura basterà a creare l’atmosfera.

Varie ed eventuali

Se ne avete voglia e modo, potete pensare di coinvolgere anche altre realtà, ad esempio le associazioni della vostra città che si occupano di temi ambientali o sociali, il canile, il gattile, i gruppo della transizione, i gruppi di acquisto, …. decidete voi chi volete chiamare, e mettete a loro disposizione uno spazio per fare un banchetto. Se prevedete che vengano molti bambini, potete anche organizzare delle attività per loro, ad esempio un laboratorio sul riciclo o una lettura di favole ecologiche. Ogni iniziativa non farà che migliorare il vostro evento, l’importante è che le cose non si sovrappongano, che ci sia spazio per tutti e che siate in grado di gestire le varie realtà senza scoppiare. Un’altra idea, che a Ferrara abbiamo adottato da un paio di anni, è quella di mettere un tavolino a disposizione dello spaccio di pasta madre. Chi ne ha ne porta piccole quantità già suddivise in vasetti, e le lascia a disposizione di chiunque le voglia prendere, in cambio di niente. Lasciate anche un fogliettino con le istruzioni per utilizzare la pasta madre, non tutti sanno di cosa si tratta!

Link utili

Coltivare Condividento

Orti di Pace

Il museo diffuso dei semi ribelli (articolo)

Civiltà contadina

Spacciatori di pasta madre

Plants for a future

Una fattoria per il futuro (documentario sulla biodiversità)

Ecco, ora che avete questo vademecum non avete più nessuna scusa per non provare ad organizzare uno scambio nella vostra città!  Fateci sapere quando e dove saranno le vostre iniziative, e buono scambio a tutt*!

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7 thoughts on “Come organizzare uno scambio di sementi nella tua città

  1. Grazie mille di questo vademecum… come ti accennavo su FB noi (cioè l’associazione di cui faccio parte) stiamo organizzando una giornata del baratto e pensavamo di inserire anche lo scambio di semi. Le tue indicazioni ci saranno molto utili!
    A presto!

  2. Grazie Ca(p)ra, mi hai contagiata 🙂 A breve parteciperò al Pasta Madre Day organizzato dalle mie parti e sto già pensando di proporre una giornata dedicata allo scambio delle sementi, le tue indicazioni saranno utilissime! Ciao! 🙂

  3. Bellissima la tua idea, quando mi piacerebbe riuscire a dedicarmi ad un piccolo orticello o anche solo a piantine aromatiche in vaso, ma ti giuro il tempo in questo mometo non me lopermette proprio…bellissima iniziativa. A presto Emanuela.

  4. Un articolo molto interessante, subito aggiunto tra i preferiti.
    A mio avviso cominciare con questo tipo di rapporti tra persone per scambiare sementi ma non solo (idee etc) è uno dei modi per ritornare a quel tipo di società che molti di noi vorrebbero, dove il rapporto umano è decisamente più importante di quello economico.
    Lodevole iniziativa, e spero di seguirla anch’io prestissimo!

  5. Pingback: In attesa della primavera: pensiamo all’orto! – La Voce del Trentino

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