Tortelloni di patate ai funghi del babbo e un sorso di Romagna

Preparatevi ad una full immersion di Romagna! (vai con la colonna sonora)

Domenica la Capra è andata a pranzo dai genitori, i quali recentemente hanno iniziato a sperimentare ricette vegane per soddisfare le richieste e il palato della figlia iper selettiva. Dopo aver visto sua madre cucinare e mangiare il tofu, la Capra era sconvolta, ma mai e poi mai sarebbe arrivata a pensare che si potesse compiere un gesto così estremo e di rottura come la preparazione dei tortelloni SENZA UOVA! La Capra dopo uno stordimento iniziale ha ripreso pieno possesso delle sue facoltà mentali e ne ha mangiato un   2 bei piattoni!  Questi tortelloni sono stati preparati dal padre della Capra, e ciò sfata 2 miti: innanzitutto pare che non sia poi così vero che gli uomini non possono aiutare in cucina (dai che anche voi conoscete chi ancora si ostina a ritenere la preparazione dei pasti una mansione esclusivamente femminile, rinunciando non solo alla propria apertura mentale, ma anche a un atto creativo), e in secondo luogo pare che anche nello zoccolo duro della Romagna si siano arresi all’idea che la sfoglia viene buona e sta assieme anche senza uova. Se ancora non ci credete non vi resta che provare, ecco a voi la ricetta copiata come l’ha scritta di suo pugno il padre della Capra!

Ingredienti per 6 persone:

Per la pasta

500g di farina (65% tipo 00, 35% semola di grano duro)

una bustina di zafferano o curcuma

Per il ripieno

1/2 cipolla media

5 patate medie

2 spicchi di aglio

noce moscata

olio evo

Per il sugo

10 funghi “champignon”

50g di funghi porcini essiccati

2 pomodori maturi freschi o surgelati, oppure l’equivalente in pomodori pelati

Procedimento: Per il ripieno. Tritare finemente la cipolla. Versare in un tegame antiaderente un po’ di olio, scaldare un poco l’aglio, toglierlo e mettervi la cioplla che dopo avere soffritto leggermente si finisce di cuocere con una tazzina di acqua. Aggiungere le patate a dadini dopo che sono state lessate. Passare il tutto allo schiacciapatate e aggiungere sale e noce moscata (un pizzico). Per il sugo. Soffriggere in un poco di olio evo 2 o 3 spicchi di aglio, toglierli dopo la doratura, aggiungere il pomodoro talgiato a dadini (oppure i pelati a pezzettoni), dopo 2 o 3 minuti aggiungere gli champignons affettati e i funghi secchi precedentemente ammollati in acqua. Cuocere per 10-15 minuti, salare e pepare (a piacere aggiungere un poco di passata [di pomodoro, ndr.] o altro olio evo). Per la pasta. Mettere la farina sull’asse per la pasta [tagliere, ndr.] o in una grossa zuppiera, aggiungere un poco di acqua tiepida in cui si è sciolto dello zafferano o della curcuma (è facoltativo), aggiungere un pizzico di sale. Lavorare come si fa la pasta solitamente, poi si lascia riposare coperta da un tovagliolo per 20-30 minuti. Stendere la pasta prendendone un quarto alla volta, nel frattempo il resto deve stare coperto. Lo spessore sarà di 2/3 mm. Io ho ritagliato con un bicchiere del diametro di cm 6-7 dei dischi, al centro dei quali ho messo un cucchiaino di ripieno. Ho ripiegato i dischi a mezzaluna, poi con una forchetta ho sigillato il bordo.

Che ve ne pare? Vi assicuro che se li mangia la famiglia della Capra potete andare sul sicuro! Erano buonissimissimi e la Capra ne mangerebbe un piatto anche adesso! Dopo pranzo così, che c’è di meglio da fare che andare a Brisighella alla sagra dell’olio? Come ogni anno, Novembre è il mese di punta di questo delizioso paesino collinare, si svolgono infatti le 4 celebri sagre. Per ultima c’è stata quella dell’olio, ma si potevano trovare ancora i protagonisti delle domeniche precedenti: tartufi e frutti dimenticati, in primis le nostre amate pere volpine

Durante la sagra dell’olio è possibile assistere in diretta alla spremitura delle olive,e  assaggiare l’olio nuovo. C’è sempre chi vi spiega come si assaggia, va tenuto un pochino in bocca, e areato in modo da assaporarne il gusto complesso. Si possono anche acquistare le piante di ulivo in diverse varietà, qui sotto ne vedete 2.

Come in ogni festa in Romagna che si rispetti non può mancare il gnocco fritto, altrimenti noto come pinzino, preparato sul momento dalle volontarie del paese!

Tra i prodotti del bosco, immancabili i porcini, freschi e secchi, anche se pare che quest’anno la produzione sia piuttosto scarsa, e molti di quelli che si trovano in commercio provengano dall’est Europa.

Ecco un po’ di frutti dimenticati: mele e pere cotogne, pere volpine, nespole,  poi castagne, frutta secca, zucche e tutte le verdure autunnali.

E’ stato interessante anche assistere alla dimostrazione di come vengono stampate a mano le tipiche tele romagnole, con motivi ormai riconoscibilissimi da tutti: galletti, fiori, grappoli di uva,…

E per finire un po’ di folklore con la Banda del passatore di Romagna, figura mitologica che nel tempo si è trasformata da brutale criminale in un ladro alla Robin Hood. La sua effige è presente sulle bottiglie del vino romagnolo, e delle sue gesta efferate si è dimenticato molto.

Ultimi, ma non per importanza, i famosissimi e celeberrimi SCIUCAREN! Come? Non li avete mai sentiti nominare? Malissssimo! Ora correte a colmare questa lacuna guardando questo video!

Ve lo do io un sorso di Romagna! A presto

 

p.s.: non dimenticatevi di iscrivervi via mail al blog se volete ricevere la sorpresina di Natale che vi sto preparando! ♥

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11 thoughts on “Tortelloni di patate ai funghi del babbo e un sorso di Romagna

  1. che miti i tuoi genitori, e il tuo papà è un vero chef, i miei complimenti!! il mio prossim esperimento di pasta ripiena saranno proprio questi tortelloni, favolosi!
    Mi piacciono i tuoi reportage, fai delle foto bellissime.
    buona gioranta!

  2. Teneri i tuoi genitori e soprattutto grande chef tuo papà…. Invitante il piatto e poi adoro i funghi, potrei mangiarne vagonate senza mai stancarmi!!! 🙂
    Grazie per i tuoi reportage così posso conoscere un pò di Romagna 😉

    Buona giornata
    Monica

  3. Che bello quando i genitori ti sostengono in questo modo!!E poi questo piatto mi sembra davvero invitante, anch’io ho provato la sfoglia senza uova una volta, proprio per dei tortelloni ripieni e mi è piaciuta molto.Devo rifarla, magari utilizzando la tua ricetta!!Bellissimo reportage, lo sai che non conoscevo l’esistenza delle pere cotogne?Come possono essere utilizzate, come le mele?
    buona giornata
    Chiara

  4. Evvivaaaaaaaaaaaa!!!
    Secondo me la cosa che da maggiori soddisfazioni è vedere i propri genitori, restii all’inizio, che ti guardavano come se fossi in pericolo di vita, che si adattano alla cucina vegan e … la apprezzano!!!
    Questo piatto è super, mi ci buttooooooooooo!!! 😀

  5. Che buon piatto, viene pure a me la voglia di mangiarlo subito… Insomma li hai convinti i tuoi, brava! 🙂
    Belle le sagre di paese, spesso si respira un’aria genuina… baci Ca(p)ra!

  6. woow! l’amore per la figlia ha vinto anche all’amore per la patria! 😉
    complimenti davvero ai tuoi genitori.. questi tortelli hanno un aspetto delizioso!
    ritieniti fortunata! 🙂
    ma ora che ci penso anch’io ieri a pranzo dai miei ho mangiato delle mezzelune di segale agli spinaci.. ricetta tipica ladina 🙂

  7. Ho preparato i tortelli patate e funghi secchi proprio quando ho avuto la mia amica di Bologna quì con noi 🙂
    Le sono piaciuti tantissimo e quando ha fatto vedere il video e foto alla mamma di me che li preparavo senza uova è rimasta sbalordita 😆 chissà perché ancora si crede che la sfoglia senza uova insieme non sta 😆
    Bravo il Papi comunque, anche mio padre è un uomo che cucina e si diverte, forse più della mamma, invece Adriano è meglio che sta lontano dai fornelli 😀

    ps. Le sagre di paese, i frutti e prodotti dimenticati… Sono quelle che mi lasciano in bocca sempre un po’ di nostalgia ma tanta tanta speranza… La speranza che finché si manterrà QUESTA TRADIZIONE CRUELTY FREE non tutto è perso ^_^

  8. Questi tortelloni sono incredibili!!Li vedo proprio bene anche per i gironi di festa che si avvicinano!Fanno gola solo a vederli e poi hanno tutti ingredienti che adoro!!Complimenti anche per le foto che fai,sono molto molto belle!!

  9. Ciao,ti ho scoperta da poco (purtroppo ma meglio tardi che mai!) e quel pochino che ho letto mi piace molto. Devono veramente essere deliziosi questi tuoi piatti,sembra di sentirne il profumo. Ma toglimi una curiosità,se puoi: perché. la Capra?!? Magari te l’avranno già chiesto in tanti…Comunque grazie per le tue belle ricette e le foto e alla prossima!😊

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