Garganelli con pesto di strigoli e pepe verde

A casa della Capra, quando viveva coi genitori e i nonni materni, non c’era settimana che non si tirasse la sfoglia. Soprattutto alla domenica mattina ci si dava da fare, ma in alcune occasioni ci si organizzava con anticipo. Ad esempio per preparare i cappelletti per il pranzo di Natale, la cui tavolata era sempre composta da 9 bocche affamate,  si iniziava qualche giorno prima suddividendosi i compiti come in una catena di montaggio, e i panciuti cugini dei tortellini venivano lasciati ad asciugare su una tovaglia sul tavolo della sala dei nonni. Per queste occasioni speciali la divisione dei ruoli uomo donna dei nonni veniva derogata, e il nonno si occupava in prima persona del ripieno, questione della massima importanza, tanto da richiedere le attenzioni e l’impegno del capo famiglia. A dire il vero a casa della Capra dalla generazione successiva a quella dei nonni le donne hanno decisamente sovvertito i ruoli imposti dal patriarcato. Fortunatamente la mamma, che ha pagato cara la rivendicazione dei suoi diritti di donna contro una mentalità  considerata obsoleta ormai dai più, ma purtroppo non da tutti, ha allevato la Capra cercando di trasmetterle la consapevolezza che una donna non vale certo meno di un uomo, e ci è perfettamente riuscita! Il motivo per cui la Capra cucina a casa è semplicemente che ama farlo, e non perchè è “obbligata” ad interpretare un ruolo. Accudire i famigliari non è un dovere esclusivamente delle donne, ma per alcune può essere un piacere! Tralasciando le precisazioni femministe, mi sa che ormai avrete capito che la pasta fresca è nel DNA della Capra, che oggi vi propone un nuovo formato di cui non vi ha ancora parlato. I garganelli sono una pasta nata per caso nel 18°secolo in Romagna. Se li guardate noterete che assomigliano alle penne, ma la preparazione è diversa, infatti vi occorre uno strumento che lascia i singoli pezzi decorati da anelli. Una volta, quando ancora nelle case si tesseva la stoffa, ci si poteva facilmente procurare l’attrezzo in questione, si trattava niente meno che di un pezzo di pettine da telaio! Oggi chi di voi ce l’ha in casa? La Capra proprio no! E così ha chiesto alla mamma di comprarle un pettine più moderno al mercato di paese. Il pettine utilizzato non è composto da solo legno, come l’originale, ma da rigidi fili metallici, ed è dotato di un bastoncino di legno.

Vediamo come preparare facilmente i garganelli.  Partiamo dall’impasto: chiaramente la Capra non ha utilizzato l’uovo (se volete sapere perchè potete leggere QUI), come ormai è noto, la farina e l’acqua stanno benissimo assieme senza bisogno di usare qualcosa che funga da colla, aggiungete  solo un pochino di olio di oliva per rendere il tutto più elastico. Se vi piace la pasta gialla potete colorarla con un pizzico di curcuma aggiunta alla farina. Potete utilizzare vari tipi di farine, ma la Capra vi consiglia quella integrale, molto più sana!  Ricapitolando: farina (circa 100g per porzione, porzioni romagnole, mica perfringuelli!), olio evo, acqua, un po’ di sale e iniziate ad impastare. Se troppo molle aggiungete farina, se troppo duro aggiungete acqua all’impasto. Prendete la macchinetta per tirare la sfoglia o il mattarello. Date all’impasto una forma schiacciata un po’ allungata e tagliatelo a strisce di circa 2 cm di larghezza e spesse un cm circa (andate a occhio, poi ci prenderete la mano!) e con il mezzo che preferite stendetele fino a farle diventare delle strisce lunghe e molto sottili, larghe dai 3 ai 5 cm, a seconda di quanto grandi volete i garganelli. Cercate di fare strisce della stessa larghezza se potete! Tagliate le strisce in quadrati e prima che si secchino completamente passiamo alla creazione dei garganelli.

Prendete il vostro simil pettine e appoggiatevi sopra un quadrato di pasta con uno dei 4 angoli rivolti verso l’alto. Prendete il bastoncino e avvolgetevi la sfoglia sollevando l’angolo inferiore, facendoglielo girare attorno e arrotolando. Quando avete arrotolato esercitate una leggera pressione sul bastoncino, facendolo rotolare su e giù sul pettine, come fareste con un mattarello, in modo da lasciare stampati sulla pasta gli anelli.

Sfilate il garganello e adagiatelo su un tagliere infarinato ad asciugare. Fate la stessa cosa per tutta la pasta e lasciate seccare per un po’. Non è complicato, o almeno la Capra non crede che lo sia, avendo osservato la nonna e la mamma fare garganelli per tanti anni con pazienza certosina! Se volete la variante verde basterà aggiungere spinaci lessati e tritati finemente all’impasto. Potete prepararne una parte semplice e una verde, per creare un gradevole effetto!

E ora parliamo del condimento! In Romagna i garganelli si mangiano in 2 modi: asciutti o in brodo. Quando la capra era piccola adorava quelli in brodo, perchè poteva usarli come cannuccia per aspirare il liquido bollente raffreddandolo un poco. Era molto divertente pranzare così, e a dire il vero se non li avesse fatti asciutti l’avrebbe fatto anche oggi! L’altra maniera tradizionale per prepararli è con un ragù di piselli, prosciutto e passata di pomodoro, cosa che la Capra adora, dopo aver eliminato il prosciutto, con grandi sorrisi e pacche sulle spalle da parte degli amici maialini! Ma! Ma oggi niente piselli, e niente passata! La Capra è andata al mercato contadino del suo quartiere e spulciando tra le varie bancarelle ha trovato un mazzo di strigoli! La silene vulgaris è molto rara da trovare in vendita, praticamente impossibile da avvistare nei supermercati. In alternativa potete trovarla nei campi, dove cresce spontanea, e potete raccoglierla da voi! QUI potete trovare ulteriori informazioni, e scoprire che la sua radice è utilizzabile come sostituto del sapone! Per condire i garganelli la Capra ha approfittato di tanta fortuna e ha preparato un pesto crudo.

Ingredienti:

un mazzo di steli di Strigoli

un cucchiaio di pinoli

un cucchiaino di semi di pepe verde

olio evo

sale

Procedimento: pulite la silene con abbondante acqua e staccate le foglioline dal gambo. Mettete nel frullatore con gli altri ingredienti e aggiungete olio fino alla densità preferita.  Conservate il pesto in frigorifero e utilizzatelo per condire la pasta o come crema per tartine, pinzimonio, ecc….

Per concludere vorrei ricordarvi che oggi è proprio l’ultimo, l’ultimissimo giorno d’estate, molti si stanno preparando per festeggiare l’equinozio e l’arrivo dell’autunno, la stagione preferita della Capra. Voi festeggerete il cambiamento? La Capra in onore della nuova stagione ha acquistato al mercato un vaso di sgargianti crisantemi gialli sfumati di un arancio scuro bellissimo. I crisantemi in Italia sono un po’ bistrattati, e relegati a cimiteri, ma sono fiori davvero meravigliosi, e pensate che in Giappone sono simbolo di vita, gioia e nascita. Quale migliore augurio per l’autunno? La Capra li ha messi in giardino davanti alla finestra del soggiorno, così guardandoli spera che l’aiuteranno a mantenere  lo spirito necessario ad affrontare una stagione che ci traghetterà verso le corte giornate invernali.

Vorrei inoltre ringraziare infinitamente le due splendide fanciulle che questa settimana hanno insignito la Capra di ben 2 premi! La prima è Felicia, col premio Shaqwi (il primo premio che la Capra abbia mai ricevuto da quando ha iniziato il blog!), e la seconda è l’ormai nota a tutti Ravanella, che ritiene che questo sia un blog 100% affidabile! Grazie a entrambe, siete 2 riferimenti per questa cuoca pasticciona!

Buon fine settimana a tutti, e buon autunno!

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35 thoughts on “Garganelli con pesto di strigoli e pepe verde

  1. > Accudire i famigliari non è un dovere esclusivamente delle donne, ma per alcune può essere un piacere!
    Ecco, ben detto! 😀
    Che figata i garganelli fatti in casa!! E con questo pesto sono una vera delizia! 🙂

    p.s. complimenti per la citazione su Sale & pepe: ti ho vista poco fa, che ho comprato la rivista! 😀

  2. Dì la verità… tu non sei una capra… sei una fata! Questo piatto è un prodigio! Brava brava brava! Complimenti anche per i premi e per la comparsa sulla rivista che domani comprerò!

  3. Meravigliosi i garganelli! quanto mi piacerebbe riuscire a farli… ma mi ci vedo già le 4 manine delle due birbe che manomettono tutto il lavoro! 🙂 Però il pesto di strigoli lo preparo di sicuro: mi cresce in giardino! Forse qualche rametto nuovo spuntato lo trovo ancora, di solito lo raccolgo in primavera… ah, da noi si chiamano “carleti” o “caletti” e ci facciamo soprattutto il risotto o la frittata (io di ceci…)….

  4. Bellissimi questi garganelli!! Sentiti un po’ in colpa perchè ora sento l’urgenza di possedere un pettine per farli 😉
    Gli strigoli pensavo di non averli mai visti.. poi sono andata a vedere ed ho scoperto che sono gli “sciopeti”, ovvero quei fiorellini che da piccola mi divertivo a far scoppiare sul dorso della mano! Ormai per trovarli selvatici però è un po’ tardi.. sigh.. io invece amo l’estate!
    Mi ero dimenticata fosse l’ultimo giorno d’estate, ma oggi ho mangiato per la prima volta della stagione un’ottima zucca.. quella si che mi era mancata! le giornate corte invece per niente 😉

  5. Mi viene l’acquolina in bocca a veder questi garganelli! Complimenti 🙂
    Non ho mai visto gli strigoli, neanche al mercato, guarderò con più attenzione perchè mi è venuta la curiosità di assaggiarli!
    Ma sai che anche a me piacciono i crisantemi?! Non li trovo per nulla di male augurio! 🙂
    Buon inizio di autunno…. 🙂

  6. non ho la chitarrina e la pasta in casa mi mette soggezione….non l’ho mai fatta e non so decidermi a farla…poi vedo te che sei così brava, o la CHicca, e lascio perdere del tutto 😀

    autunno “mia” stagione, mi ci sento tutta permeata ed è il periodo dell’anno in cui vivo al meglio, un bacione 🙂

  7. E tu cara capra non ti smentisci mai con questi piatti meravigliosi!
    Mi sono letta tutto il post, come faccio di solito, con estremo gusto e curiosità. Mi piace entrare virtualmente nelle case altrui per scoprirne gli usi, le tradizioni e le abitudini e nella tua si percepisce proprio quel senso di “casa&famiglia” che tanto mi piace. Ah già, quasi dimenticavo, W le donne!!! ^^

    I garganelli non li ho mai fatti, non ho l’attrezzo ma ho sempre ammirato la maestria con la quale voi romagnole li preparate con cura ed amore!
    Il condimento dev’essere proprio una delizia, anch’io ieri ho colto una verdura campestre della quale però non conosco il nome ma so che è commestibile, chiederò delucidazioni su facebook che è meglio ^^

    Ti abbraccio e complimenti ancora per le tue straordinarie delizie ❤

  8. Ieri sera ho letto il tuo post… ma ero troppo stanca, non riuscivo a mettere in fila i pensieri, figurarsi le parole!!!! 😦 ritorno ora, nel frattempo ho dedotto che sono “invidiosa” (una sara e pura invidia!!!) voglio anch’io la chitarra, voglio anch’io provare a fare i garganelli, voglio anchio assaggiare gli Strigoli…!!! in poche parole… aspetto un’invito per mangiare con gusto questa splendida pasta, sono certa buonissima!!!!!
    Il premio carissima te lo meriti!!!!!!!!! è tuo 🙂

  9. Allora ci vedremo presto……… vorrei tornare da Annalisa dopo la nascita del piccolo….. Mi fa davvero piacere incontrarti…. un bacione 🙂

  10. Capretta, sono bellissimi! Così come le tue foto! L’attrezzo per fare i garganelli non ce l’ho, ma qui da me lo vendono più o meno tutti i negozi di casalinghi ^____^

    Forse te l’hanno già detto e lo sai già, ma ti faccio i miei complimenti per essere stata menzionata nell’ultimo numero di Sale e Pepe tra le foodblogger 😀
    Un abbraccio

  11. mamma mia che bella questa pasta!!!io ho sempre adorato i garganelli, però confesso che la pasta all’uovo non l’ho mai comprata e non ho mai pensato che si potessero riprodurre in casa, non sono nella mia tradizione 🙂
    mi sa che li faccio il prossimo weekend 😉

  12. Pingback: Cosa si mangia a Pasqua? | La Cucina della Capra

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