Schiacciata di uva fragola con nocciole e timo, e racconti di viaggio (quarta parte)

Molti di voi oggi saranno sicuramente tornati al lavoro, agevolati da questa arietta fresca che si è fatta attendere per mesi. A dire il vero quando a giugno ci si avvicina ai 30° pare un caldo asfissiante, ora 33° suonano come una dolce brezza primaverile, tanto che il Gatto questa notte ha ricominciato ad acciambellarsi tra le gambe della Capra, finalmente ricoperta da un lenzuolo dimenticato da molto.  Questa ricetta la Capra la vuole dedicare a tutte le persone che questa mattina hanno ricominciato a puntare la sveglia, a fare colazione mezzi addormentati e a incamminarsi al lavoro. E’ una ricetta classica nella famiglia della Capra, suo padre la prepara sempre, e la Capra come al solito non poteva esimersi dal rielaborarla. E’ un dolce autunnale, questo, perchè di solito la vendemmia si fa a settembre, ma quest’anno con la siccità stremante che c’è stata l’uva è maturata prima, e non fa eccezione l’uva fragola che riveste il pergolato della Capra e del Caprone.  Beh, questa schiacciata vuole essere di buon auspicio, perchè il clima autunnale sia più mite, perchè i colori delle foglie in procinto di staccarsi vi coccolino gli occhi, dando loro sollievo dopo le sgargianti luci estive, perchè non perdiate la voglia di visitare posti nuovi e assaggiare sapori che la Natura ci regala!

Ingredienti:

400g di farina integrale

una dose di lievito di birra (25g)

2 cucchiaini di zucchero

sale

mezzo bicchiere di olio di oliva

mezza tazza di nocciole

un mazzetto di rametti di timo freschi

2 grappoli grandi  di uva fragola

Procedimento: Sciogliete il lievito in una tazza con acqua tiepida e lo zucchero, poi aggiungeteli alla farina assieme all’olio, al sale (mezzo cucchiaio scarso è sufficiente!), alle nocciole tritate molto grossolanamente e alle foglioline di timo. Impastate finchè la preparazioen diventa ben elastica e soda. Stendete su una teglia grande rivestita da carta forno con le mani, proprio come fareste per una pizza, e lasciate al caldo a lievitare per un’ora. Trascorso il tempo di lievitazione, accendete il forno a 180°. Mentre si scalda ricoprite la focaccia con uno strato di chicchi d’uva,  schiacciateli bene con le mani in modo da farli affondare nell’impasto, ma cercando di non romperli troppo. Infornate per circa 30 minuti, finchè il bordo non inizia a dorarsi. Servite a temperatura ambiente o appena tiepida.

Dopo aver visitato Salisburgo, la Capra e il Caprone hanno fatto alcune gite prima di andare a Vienna, della quale vi parlerò prossimamente. Una delle tappe è stata la Golling Wasserfall, a meno di 30 minuti di macchina da Salisburgo. Si tratta di una cascata davvero incantevole e magica, alla cui fonte si può risalire grazie a un sentiero molto curato. Oltre al profumo di bosco,  ai magnifici alberi, agli animaletti che vi osservano discretamente da lontano, avrete certamente la fortuna di ammirare un arcobaleno incantato creato dagli sprizzi d’acqua e dai raggi del sole!

Mi raccomando, fate attenzione a non fare rumore e a non sporcare, se non volete che lo spirito del bosco venga a tirarvi i piedi di notte,

e ricordatevi di visitare anche il grazioso paesino di Golling!

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32 thoughts on “Schiacciata di uva fragola con nocciole e timo, e racconti di viaggio (quarta parte)

  1. oh che ricordi! L’uva fragola!! Da quanto tempo non l’ho piu’ mangiata, mi fa una gola tremenda questa schiacciata! Come vorrei poterla trovare qua al supermercato!!

  2. Ho sempre adorato le schiacciate pur non avendole mai mangiate e l’idea dell’uva fragola è stuzzicante e mi ricorda da bambina con i piedi nella tinozza a schiacciar l’uva fragola del mio babbo … che dolori! Aahhaha ma era divertente! Buona!!!

  3. Ghiotta la tua schiacciata all’uva!!!!! con le nocciole…….. interessante. Bellissime le immagini che ci regali, splendido viaggio…… 🙂

  4. Appena l’uva sarà matura ti copio mia Ca(p)ra! 🙂 Adoro la schiacciata ma qui non si usa fare, grazie per la ricetta!
    Proprio belle-belle le foto del tuo giro!

  5. Ciao, ieri sera passanda davanti alla vigna per tornare a casa stavo giusto pensando di fare una schiacciata con l’uva….. la tua mi sembra bellissima!!!!! Arrivata a proposito, e poi si dice le coincidenze!

  6. buona questa schiacciata! devo giusto raccattare un po’ di uva fragola dal giardino.. 🙂
    bello il blog belle le foto e bello il vostro viaggio, piacere di conoscerti 🙂

  7. Capretta, animale di classe!!! Io ne ho sfornate ben 3 in una settimana tantoera buona l’uva fragola ricevuta in regalo (e quindi ancora + buona) … ma con la pasta “compera”…la Cesca si è impigrita, la Capra invece conferma che è insuperabbbbbbile come sempre 😉

  8. Questa schiacciata deve avere un profumo delizioso decisamente autunnale!
    In effetti anche qui, causa estremo caldo, i fichi del mio albero e l’uva che cresce spontaneamente sono già belli maturi 🙂
    Effettivamente vedo che anche da te si respira aria d’autunno, siamo tutti già prospettati verso la fresca stagione… Io non attendo altro!

    La cascata e’ divina e mi piace anche l’idea dello spirito del bosco, ogni vista nella natura deve essere rispettosa ed educata 😀

    Alla prossima ricetta-reportage di luoghi e ricordi ^^

  9. che posto incredibile, sembra l’ambientazione di una favola! E della schiacciata che dire, se non che invidio tantissimo il caprone che l’ha potuta assaggiare!!

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