Le interviste della Capra: Neofrieda e il suo passato tra le mani

La Capra è una curiosona, questo lo avrete capito, ma è sicura che anche voi lo siete, pertanto eccovi, con particolare dedica a tutti coloro che quest’anno sono rimasti in città, la prima di una serie di interviste a cadenza assolutamente casuale!

Intervistare i bloggers è un desiderio che la Capra nutre da qualche tempo, è un modo per entrare più in contatto con loro, per conoscerli meglio e per dare loro un’occasione in più per farsi apprezzare e comunicare le idee che li hanno spinti ad aprire un blog. La prima non poteva che essere Neofrieda, amica carissima, ispirazione costante e mastra di cucina e di molto altro. Ecco le  domande che la Capra , con emozione, le ha rivolto per voi!

Capra: Ciao Neofrieda, partiamo dall’inizio. Tu sei vegana, quando e perchè hai deciso di fare questo cambiamento drastico?

Neofrieda:  Eh sì, il mio cambiamento è stato proprio drastico! Avevo 14 anni e da un giorno all’altro sono passata da un’alimentazione onnivora, un minimo ragionata, a un 100% vegetale. Per essere precisi, fino alla gravidanza della prima figlia, nel 2008, mi sono sentita abbastanza elastica nel consumare latte, latticini e uova che fossero da allevamenti non-lager. Non tanto a casa, piuttosto se mi capitava una volta l’anno di essere da amici che non accettavano la mia scelta. In quantità minime e per tranquillizzare loro. Ma in gravidanza avevo proprio un rifiuto..per cui dal 99% sono passata al 100%.
Il motivo principale? Dal mio punto di vista, il veganismo è un umanismo, parafrasando malamente Sartre. Ovvero, mi aveva colpito una banale considerazione di ecologia della nutrizione: la maggior parte dei prodotti animali che consumiamo deriva da allevamenti intensivi, per mantenere i quali proprio nei Paesi in via di sviluppo il terreno viene occupato da colture a destinazione bestiame, e non a destinazione uomo. Banalizzo, ma è così. E l’idea che le risorse ci sono..la popolazione mondiale non è troppa, o non sarebbe troppa se i prodotti fossero equamente distribuiti. Certo, per sfamare tutti non possiamo pensare a un modello di tipo occidentale, ma piuttosto a una dieta plant-based.
Poi, sai, le vie per arrivare al veganesimo sono davvero tante. C’è una considerazione di tipo strettamente ecologico, una di tipo salutista che in me si è fatta strada qualche anno dopo, appassionandomi, il sentimento di una nonviolenza ad ampio spettro, e non ultima l’idea antispecista. Più passa il tempo, più la mia evoluzione si dirige verso un approccio wildlife al mondo animale..Ma non vorrei divagare!

C: La tua cucina An(n)archica è fantastica, dove hai imparato a cucinare questi manicaretti così fantasiosi?

Neofrieda: Non trovo nulla di fantastico nella mia cucina, piuttosto..tanta allegria e tanti pasticci!
Ho iniziato da piccolissima a leggere libri di ricette onnivore, vecchiumi che trovavo in casa. Da lì ho sperimentato e mi sono costruita un minimo di tecnica di base. Dopo anni di cucina vegan in tanti mi chiedevano aiuto per dimostrazioni, banchetti e simili e ho sentito l’esigenza di sistematizzare, per cui ho frequentato varie scuole e mi sto tuttora formando. Però, razionale a parte, sono incapace di seguire la ricetta di un altro. Di solito invento sulla base del pubblico che mi troverò davanti e soprattutto sulla base di ciò che la Natura offre in quel momento. A volte prendo ispirazione da ricette che trovo googlando per caso, e le stravolgo completamente. Tanto che spesso mi vergogno perfino a ringraziare l’autore, non vorrei che urlasse al ricetticidio, specie trattandosi di blog onnivori!

C: Che consiglio daresti a chi sta pensando di scegliere un’alimentazione vegetale?

Neofrieda: Il primo lavoro da compiere è su se stessi. Il cibo è legato a emozioni profonde, alla propria storia personale e sociale. Non possiamo negare tutto questo. Quindi, niente sensi di colpa: ascoltare il proprio corpo e i propri desideri. Se si è compresa l’etica di base, piano piano gli aggiustamenti pratici arrivano.
Raccomando di non togliere l’uno o l’altro cibo dalla dieta, ma piuttosto di cesellare con fantasia, integrandola passo passo con alimenti che nel modello onnivoro spesso sono trascurati: cereali integrali, legumi, semi oleaginosi, a volte perfino frutta e verdura sono poco presenti! Indispensabile informarsi bene e in caso di dubbio o difficoltà, o un po’ per tutti all’inizio, cercare un professionista serio che ci dia consigli. Ovviamente siamo cresciuti con un altro stile di nutrizione, potenzialmente più squilibrato, ma noto al nostro corpo e a chi ci circonda.

C: Il mondo circostante non è esattamente fan della cucina vegetale, nella tua vita di tutti i giorni incontri delle difficoltà? E come fai quando devi mangiare fuori?

Neofrieda: Ho iniziato nel 1994 e all’epoca era davvero più difficile!
Oggi un po’ ho una vita piuttosto claustrale, un po’ i miei amici conoscono i miei gusti e trovo almeno un’insalata o un piatto di pasta e fagioli. Le rare volte in cui sono costretta a uscire o seleziono in anticipo, fidandomi dei siti veg* di riferimento, oppure mi limito a chiedere cortesemente. Molti pensano ad allergie/intolleranze e a volte, se avverto tensione, non sto a specificare. Con una figlia piccola mi sono abituata a cercare più la cortesia della qualità del cibo, mi impressiona scriverlo ma anche la tranquillità c’entra con l’alimentazione! Quindi a volte meglio una focaccia con il pomodoro, veg* per quanto orrenda: farina iper-raffinata quindi impoverita, lievitazione inesistente, pessima cottura..ma servita da personale sorridente e gentile. In alcuni locali indicizzati dai ‘nostri’ siti mi sono trovata a disagio sia come cortesia/accoglienza sia, comunque, come qualità dei piatti.
Più passa il tempo, più trovo gestori onnivori informati e soprattutto bendisposti. Allora mi rilasso e cerco di valorizzare il loro operato, anche segnalandoli. Può essere il primo passo anche per loro.

C: Sappiamo che spesso per mancanza di informazioni i vegani si sentono porre domande un po’ strane, qual è la più assurda che ti abbiano mai fatto? E ovviamente siamo curiosi di sapere cosa hai risposto!

Neofrieda: Domanda difficile, di solito rimuovo all’istante. Più che dalle domande resto basita da chi cita i ‘veganiani’ che per esempio..Eh già, i ben noti abitanti del Pianeta Vega! E ti parlo di docenti universitari.
Divertente anche l’uso del ‘cosa puoi mangiare’ anziché ‘cosa desideri/scegli’. Le parole hanno un peso.
Tralasciamo poi i luoghi comuni: l’affettato non è carne, le proteine nei vegetali non esistono, voi vegani non mangiate solanacee e un’altra decina a tutti noi ben nota.
Mi ha intristito, un paio di mesi fa, sentir dire da un latto-ovo-vegetariano che a una grigliata di verdure ‘mancano le proteine’. Tu quoque?

C:  Nel web esistono migliaia di blog di cucina, come mai hai deciso di aprirne uno anche tu?

Neofrieda: Un po’ per condividere argomenti che via mail mi vengono chiesti centinaia di volte e fornire esempi pratici. Non tanto iniziativa mia, ma richiesta esplicita.
Un po’ forse per una sorta di diario/agenda. Ma ammetto che il blog è la parte di divulgazione che riesco a curare meno. Sono ancora legata al contatto fisico, alla voce e il virtuale per me resta..virtuale. Non vale meno, ma è tutto un altro piano. E cerco sempre di valicarlo, di incontrare, di poter sfiorare pelle a pelle.

C: Se dovessi tirare le somme della tua esperienza di blogger fino ad oggi, che cosa ci diresti?

Neofrieda: Prima di tutto non mi sento una blogger. Ho davvero pochi momenti da dedicare al sito ed evidentemente do la priorità ad altro. Amo tantissimo leggere post che raccontano esperienze di vita e che sanno trasmettere emozioni, ma il più delle volte, questo sì per carenza di tempo, non riesco a commentare. Gioca anche un mio personalissimo senso del pudore – entro con più facilità nelle vite degli altri se si tratta di farlo in carne e ossa, ho strane ritrosie quando è un ingresso virtuale.
Uno dei meccanismi del blogging è proprio la rete di salotti che si crea. A volte allegra e vivifica, altre un po’ manierista, altre ancora quasi snob. Raccolgo le mie impressioni, non è un giudizio di valore. Ecco, credo che i rendez-vous virtuali mi diano davvero tanto quando vi incappo, ma non siano ciò che cerco. O non sono al primo posto nella lista. Chiaramente tutto ciò può evolvere in un senso o nell’altro

C: Sei una studiosa e una lettrice accanita, quali sono i 3 libri di cucina che porteresti a tutti i costi con te sull’isola deserta?

Neofrieda: Diciamo che mi piacerebbe esserlo. Ma nonostante abbia libri sparsi ovunque non ho sufficienti momenti, nella giornata, per lo studio che desidererei.
Porterei  più probabilmente dei libri di chimica alimentare, o di biochimica, o di biologia, o di nutrizione in senso stretto.
Ma volendo risponderti, in questo momento sfoglio volentieri:

  • Everyday raw di Matthew Kenney
  • Santé et vitalité par l’aliméntation vivante di Jacques-Pascal Cusin
  • Cucina vegana di Simone Salvini

C: Ora non fare la misteriosa, svelaci un tuo segreto di cucina, ti prometto che non lo diremo a nessuno!

Neofrieda: Il mio segreto? Prima di buttare qualsiasi pezzo di vegetale nel cestino dell’organico, pensarci bene..Il più delle volte le parti che consideriamo scarti sono gustosissime. Inoltre, tenere sotto mano le erbe aromatiche più comuni: averle a portata significa ricordarsi di usarle. E ti assicuro che sono una miniera di nutrienti: i dietisti più illuminati le usano proprio (ma non solo!) per aumentare le quote di ferro, calcio, zinco,…

C: E ora un po’ di pubblicità progresso, ti va di indicarci i 3 siti o i blog che dobbiamo a tutti i costi inserire tra i preferiti?

Neofrieda: Scelta difficile. Non me ne abbiano gli altri, ma con queste persone la frequentazione va molto oltre la cucina. Non a caso, si tratta di tre donne e soprattutto c’è stato uno scambio pelle a pelle – oltre all’affinità in certe scelte di alimentazione e di stile di vita.In ordine alfabetico, dei loro segretissimi nomi anagrafici:

Molte grazie a Neofrieda che ha esaurientemente soddisfatto la curiosità della Capra e dei suoi lettori. Se volete seguirla e sbirciare tra le sue ricette basta visitare il suo blog: http://passatotralemani.wordpress.com/

La Capra ora esce a comprarsi un impermeabile da reporter, perchè questa veste le piace moltissimo e sta entrando nel ruolo! Buon fine settimana a tutte e tutti!

La Cucina della Capra è anche su facebook!

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9 thoughts on “Le interviste della Capra: Neofrieda e il suo passato tra le mani

  1. L’impermeabile ti sta a pennello!!!! bellissima intervista, splendido post.
    Ho avuto il piacere di conoscere personalmente Annalisa proprio qualche settimana fa, è splendida…….. dall’intervista emerge proprio la serena, tranquilla, dolce Annalisa. La prima fotografia è impressa nella mia memoria, è proprio dai tempi di VB che ho iniziato ad ammirare l’ernegia e le ricette di Annalisa e le fotografie delle piccola Ipazia che vedevo in rete, ora finalmente sono diventate reali, e sono felicissima.
    Bellissimo articolo, continua così………. voglio altre interviste!!!!

  2. Anche a me è piaciuto questo articolo e trovo molto interessante condividere con altre persone le scelte del perchè essere vegani/vegetariani. Vado a sbirciare nel sito di Neofrieda…… 😉

  3. Pingback: Frammenti d’estate « Passato tra le mani

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