Strichetti col ragu di fave

Da che si ricordi, a casa della Capra si sono sempre mangiati gli strichétt, ovvero gli strichetti, una pasta fatta a mano a forma di farfalle. La Capra mangiava quelli fatti da sua mamma, che mangiava quelli fatti dalla nonna, che mangiava quelli fatti dalla bisnonna, e peccato non poter sapere se anche la trisnonna li preparava!

In Romagna la pasta fatta in casa è un rituale che accomuna tutte le famiglie, anche se poi ciascuna ha le sue tradizioni e le sue ricette segrete, eretiche o meno che siano. Prima di scrivere questo post la Capra ha chiesto ad alcuni amici d’infanzia se gli strichetti si preparavano anche da loro, tutti hanno risposto positivamente, e riguardo al condimento si va dal classico ragu di carne, ai piselli, al brodo, sul quale gli amici hanno fornito qualche ulteriore dettaglio: c’è chi racconta che a casa sua è il rituale della domenica, che si può anche non andare a messa, anzi non ci si va proprio mai, ma senza brodo non è domenica! Una nonna ha decretato che se non si fa il rumore di risucchio vuol dire che non lo si apprezza, quindi è proprio meglio farlo se si va ospiti. Il galateo da noi dello zoccolo duro della Romagna non vige proprio! Tutti comunque concordano sul fatto che  gli strichetti sono un piatto da gustare prevalentemente durante la settimana, mentre i giorni di festa sono riservati per lo più a cappelletti e passatelli.

La mamma della Capra gli strichetti li prepara in due modi: o gialli con l’uovo, o verdi con gli spinaci.  Questa tradizione di famiglia si amplia con la ricetta di oggi, che elimina le uova! Per il condimento la Capra ha scelto un’altra ricetta imparata a tavola dalla mamma che, ghiotta di fave, le ha trasformate da sempre in ragu, e che ragu! Ora vi lascio la ricetta e spero che leggendo vi immaginiate questa terra così ruspante, dove le donne si  riuniscono per tirare la sfoglia sul tagliere col mattarello, dove i bambini aiutano le nonne ottenendo in cambio qualche assaggio prima di pranzo, e che pensiate al rumore delle stoviglie, alle tovaglie fatte a mano, alla sfoglia stesa a seccare e al momento in cui chi torna dal lavoro sente il profumo sprigionarsi dalla cucina e riconosce  l’odore di casa, perchè così è la nostra casa.

Ingredienti

-per la pasta:

farina integrale (circa 100g a porzione)

olio evo

un pizzico di curcuma (gli strichetti sono gialli!)

acqua

-per il ragu di fave:

fave fresche

cipolla

carota

sedano

passata di pomodoro

olio

sale

prezzemolo

Procedimento: impastate la farina con la curcuma, un po’ di olio per rendere l’impasto più elastico e l’acqua. Stendete la sfoglia a mano o con la macchina, formando delle strisce strette e lunghe. Con la rotella apposita tagliate dei quadretti e con il pollice e l’indice formate dei fiocchetti unendo i lati non a zigzag. Lasciate seccare su un vassoio infarinato. Per preparare il sugo  tritate cipolla sedano e carota (per le quantità regolatevi in base a quanti siete a pranzo) e fate un soffritto, dopo qualche minuto versate le fave appena sgranate, soffriggete un altro po’  aggiungendo  il sale. Versate la passata di pomodoro e aggiungete dell’acqua, fate sobbollire il più a lungo possibile, e se il sugo si addensa troppo aggiungete altra acqua. A fine cottura controllate che sia giusto di sale.  Lessate gli strichetti in acqua salata, scolateli e conditeli con il sugo e una spolverata generosa di prezzemolo fresco tritato.

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10 thoughts on “Strichetti col ragu di fave

  1. Che belle queste farfalle casalinghe, niente da invidiare a quelle con l’uovo (anche io uso la curcuma 😉 ) sembra quasi di sentire la cucina in fibrillazione tra mattarelli, pentole, chiacchiere tra donne ed i bimbi pronti al primo assaggio! e che dire del sugo? invitantissimo… 😉

  2. non ce l’ho la macchina per tirare la pasta….e non ho nemmeno tanta attitudine alla pasta fatta in casa.
    quindi.

    vengo a mangiarla da te hahaha 🙂

  3. Grazie per averci concesso di immergerci nei tuoi ricordi e nella tradizione della tua terra… Leggere ed immaginare quello che descrivevi mi ha ricondotto alla mia infanzia dove abitualmente si preparava la pasta fatta in casa, per fortuna io e la mia mamma non abbiam mai smesso di prepararla, ed i bimbi, specie io e mio fratello eravamo lì affascinati da così tanta bravura e magia… Quando si aveva più tempo ci lasciano impastare e stendere anche a noi… 🙂
    Bellissimo e buonissimo il ragù di fave, un’ottima idea da provare ^^

  4. ma che bella questa ricetta, mi ricorda quando mia nonna da piccola mi faceva la pasta, fatta da lei al mattino presto.Questa versione senza uova, con quel sughetto alle fave mi ispira tantissimo!

  5. Bellissime farfalle!!!!! sono giorni che ho voglia di mettermi ad impastare, ma non ho tempo, la tua ricetta mi fa venir voglia di iniziare ora subito….. Buonissimo il ragù, un bel mix di tradizione e innovazione 😛

  6. Grazie per averci fatto vedere per un attimo la tua terra con i tuoi occhi e passando per la cucina di famiglia. Son quelle cose che ti emozionano per tutta la vita. Anche la mia nonna tira la sfoglia con un grosso mattarello che le ha regalato il suo babbo chissà quanti anni fa. Ed è proprio domenica. 🙂

  7. Pingback: Cosa si mangia a Pasqua? | La Cucina della Capra

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