Panini alla barba

A volte nell’orto coltiviamo ortaggi che prima di mangiare dobbiamo ripulire, perchè così si fa da sempre, e a volte piange un po’ il cuore perchè quel che buttiamo è più di quel che salviamo. Questa salsina che la Capra ha preparato qualche giorno fa permette di recuperare uno di questi scarti, che al supermercato non vediamo mai, ma che ha un sapore buonissimo: la barba del finocchio! Si tratta di quei ciuffi verdi che spuntano sopra la parte bianca e croccante.

Ingredienti:

barba di 1 finocchio

olio evo

aglio (1 spicchio)

1 peperoncino secco

Procedimento: frullate gli ingredienti assieme aggiungendo olio a filo fino a raggiungere la consistenza desiderata! ( la solita ricetta complicata 🙂 )

Poi con questa salsina potete preparare delle deliziose tartine (se non finisce prima, quindi se vivete col Caprone dovete nasconderla), oppure farcire questi panini gustosi e sfiziosi, che sono stati molto graditi dalle amiche della Capra

Ingredienti:

200g farina 0

200g farina integrale

1 cubetto di lievito di birra

sale

olio evo semi di sesamo, lino,girasole

1/2 cucchiaio di malto di orzo

Procedimento: sciogliete il lievito in una tazza di acqua tiepida, poi impastatelo con tutti gli altri ingredienti, tranne i semi, fino ad ottenere una palla con una buona consistenza, soffice ma non appiccicosa, che dividerete in parti grandi come un’albicocca. Impastate le parti per ottenere pagnottine, mettetele su una teglia a lievitare per almeno un’ora in un posto caldo (La capra le lascia dentro il forno con la lampadina accesa, se fuori si gela!). Trascorso il tempo di lievitazione cospargete le pagnotte con semi a piacere e infornatele fino a raggiungere la temperatura di 180°. sfornatele dopo circa 30 minuti, quando iniziano ad avere un bel colore dorato. lasciate raffreddare, tagliate e farcite!

I lavori nel bosco procedono: Capra e Caprone hanno finito di mettere giù le piante con la loro pacciamatura ecologica, ma hanno avuto una brutta sorpresa: alcune lepri mangione si aggirano per la campagna e hanno fatto vari spuntini a loro spese, così è stato necessario mettere degli shelter di plastica attorno ai fusti, sperando che sia sufficiente. Ovviamente tutti quelli a cui l’hanno detto hanno commentato che con delle trappole si sarebbero presi 2 piccioni con una fava: si poteva salvare il bosco e fare un bel sugo. No comment. I leprotti, se i cacciatori della zona hanno avuto  la peggio, dovranno cercare altrove il cibo. Prima di apprendere che si tratta di lepri, era scattato l’allarme nutrie, di cui la Capra non sapeva niente, ma documentandosi su fonti scientifiche (Wikipedia!) ha appreso che si tratta di animali non solo vegetariani, ma addirittura guidati dalle femmine! La Capra stava per cambiarsi il nick in La Nutria, se non fosse che suonava un po’ male………..

Insomma, ora più che un bosco, grazie agli shelter, sembra un cimitero americano, soprattutto quando alla sera scende la nebbia. La Capra a volte ha l’impressione di abitare nella Transilvania dei film su Dracula.

Guardare per credere: qui sotto 2 foto scattate negli ultimi giorni, nella prima la nebbia non ha fatto  nemmeno la fatica di alzarsi (per chi non ha mai visto la nebbia padana, quel pallino bianco è il sole!!!), nella seconda sta iniziando a formarsi  al tramonto.

Suggestivo, no?

 

E voi che “scarti” mangiate???

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4 thoughts on “Panini alla barba

  1. Pingback: Hummus di barbabietola | La Cucina della Capra

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